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Torino perde un pezzo di storia: in vendita il palazzo dove è nata la radio Rai

Entro la fine del 2026 il palazzo di via Verdi dovrà essere svuotato, preoccupazione per il futuro in città della Rai

Torino perde un pezzo di storia: in vendita il palazzo dove è nata la radio Rai

Torino perde un pezzo di storia: in vendita il palazzo dove è nata la radio Rai

Torino sta per perdere un pezzo di storia italiana. La Rai ha infatti messo in vendita il palazzo Radio Teche di via Verdi 31, di fronte al cinema Massimo e a pochi passi dalla sede principale della Tv pubblica nazionale. Non si tratta di un palazzo qualunque: qui infatti è nata la radiofonia nazionale. Ma gli affari evidentemente non guardano alla storia e alla tradizione, tanto che l'edificio è stato inserito dal cda della Rai nell'elenco delle dismissioni immobiliari.

Questa mattina le rappresentanze sindacali del Centro Rai Piero Angela di via Verdi e di via Cavalli, unitamente al Cdr del Tgr Piemonte si sono riuniti davanti al palazzo per sottolineare la preoccupazione per le conseguenze della decisione. «Al momento - spiegano le consigliere regionali Pd Nadia Conticelli e Gianna Pentenero - c’è solo la certezza che entro la fine del 2026 tutti i locali che ancora ospitano gli studi radiofonici, la Mediateca e la digitalizzazione degli archivi, dovranno essere svuotati per poter consentire il realizzo dello stabile». 

L’attuale organico Rai del contro di produzione Piero Angela conta più di 310 lavoratori, a cui aggiungere il personale dell’Orchestra Sinfonica nazionale, la direzione, lo staff, il personale di Raiway e quello degli appalti di servizio e tecnologici.
«Il palazzo di via Verdi 31 - proseguono le consigliere - viene messo in vendita insieme al teatro Scribe e alla sede del centro ricerche di corso Giambone, un piano immobiliare che rivela una preoccupante strategia di dismissione della realtà televisiva torinese». E, a quanto pare, senza una precisa strategia per il futuro: «Tutto questo avviene senza alcun piano chiaro - sottolineano le consigliere regionali Alice Ravinale e Giulia Marro (Avs) - dopo che è sfumato il possibile acquisto da parte del Museo del Cinema». Ma il problema è anche che «per la sede di Torino manca un progetto di sviluppo stabile e chiaro, una programmazione di produzione, come potrebbe, per esempio, essere l'insediamento a Torino, patria di Piero Angela, della direzione documentari dell'azienda».  

La notizia della messa in vendita dello storico palazzo arriva, tra l'altro, in un momento molto complicato per il mondo dell'informazione piemontese e non solo, alle prese con il mancato rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 10 anni e già scosso dalle vicende che hanno colpito altri giornali e siti di settore. «La situazione del centro Rai torinese si inserisce nel panorama preoccupante dell’informazione in Piemonte - sottolineano Conticelli e Pentenero -, con la crisi dell’emittenza locale radio tv, con l'uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall'editoria italiana, attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo Gedi, e in ultimo con le notizie di crisi che giungono dal gruppo Citynews che ha testate in Piemonte (Torino Today e Novara Today ndr) e lavoratori e giornalisti che temono il licenziamento». La richiesta è quindi chiara: «La Rai . concludono Ravinale e Marro - non faccia come Elkann: lo Stato investa nel servizio pubblico e nella cultura e lo faccia valorizzando l'immenso patrimonio di competenze e di storia che c'è a Torino».

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