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Film torinesi

Il 2026 al cinema con i "piemontesi" "La Gioia" e "Lavoreremo da grandi"

Si parte da "La Grazia" di Paolo Sorrentino e si arriva al doc sulla Juventus: l'inizio d'anno è torinese

Il 2026 al cinema con i "piemontesi" "La Gioia" e "Lavoreremo da grandi"

Una scena de "La gioia"

Il 2026 al cinema inizia nel segno di Torino, con molte importanti uscite in sala di film girati in Piemonte che il pubblico attende con curiosità e grande attenzione, a cominciare ovviamente da “La Grazia” di Paolo Sorrentino, che ha già avuto qualche proiezione mattutina di anteprima al cinema ma uscirà ufficialmente da giovedì 15 gennaio. Quasi tutto girato in Piemonte, è probabilmente il film dell'anno per il cinema italiano, sia per gli incassi (Zalone escluso) sia per i premi a cui ambisce.

Ma non ci sarà solo Sorrentino, anzi: procedendo in ordine cronologico, grazie al sostegno della Film Commission Torino Piemonte sono stati realizzati sul territorio due lavori che usciranno a febbraio, a cominciare (giovedì 5) da “Lavoreremo da grandi”, di e con Antonio Albanese (il titolo di lavorazione era “Qui non succede niente”).

Racconta la storia di tre amici che attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Le riprese si sono svolte sul lago d'Orta, in particolare a Orta San Giulio, Pella, San Maurizio d’Opaglio, Miasino e Ameno. «Fare la commedia è sempre una sfida, far ridere è la cosa più difficile di tutte. Questa è una commedia fisica, in cui i corpi hanno un ruolo decisivo, ci sono più situazioni che battute scritte», ci aveva raccontato Albanese quando lo avevamo incontrato sul set.

I torinesi attendono con maggiore curiosità “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini, di cui sempre più spesso si vedono i trailer nei cinema. Interpretato da Valeria Golino, Jasmine Trinca e Saul Nanni, ricostruisce – con qualche libertà – la storia complessa del delitto di Gloria Rosboch, risalente al 2016.

Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento. Tra loro nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi: «Attorno a loro si dibattono disperatamente figure meschine, incattivite dalla vita di una provincia feroce», commenta il regista presentando la sua opera. Tra le location cittadine, si segnalano il caffé Elena, piazza Vittorio e piazza IV Marzo.

Se anche il 2026 della fiction è partito nel segno di Torino (da “Prima di noi”, già in programmazione su Rai 1, all'arrivo della terza stagione di “Cuori”, prevista dall'8 febbraio), anche i tifosi di calcio potranno avere le loro soddisfazioni: il 16 febbraio, infatti, per tre giorni sarà al cinema “Juventus. Primo amore” di Angelo Bozzolini, già passato al Torino Film Festival e concentrato sul decennio di grandi successi bianconeri 1975-1985.

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