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Doppio evento

L'amore di Antonio Albanese per il Piemonte: "Qui è nato il mio film e a Torino ho trovato l'attore perfetto..."

L'attore questa sera al Massaua Cityplex con il giovane Niccolò Ferrero per l'anteprima di "Lavoreremo da grandi"

Antonio Albanese presenta "Lavoreremo da grandi" a Omegna e Torino

Il cast al completo

Oggi, mercoledì 4 febbraio, per Antonio Albanese è una sorta di giornata della “restituzione” verso il territorio in cui è stato accolto e che lo ha ispirato: alle 17 è in programma infatti al Cinema Teatro Sociale di Omegna l'anteprima del suo nuovo film da attore e regista, “Lavoreremo da grandi”, che alle 20 (proiezioni a inviti organizzata da Film Commission Torino Piemonte) e alle 20,15 (proiezione aperta al pubblico) accompagnerà anche a Torino al Massaua Cityplex, insieme all’attore co-protagonista Niccolò Ferrero.

«Sono due appuntamenti a cui tengo moltissimo, l'accoglienza che abbiamo avuto è stata incredibile: in quelle comunità abbiamo fatto incontri importanti», ci confida Albanese. «Ti racconto una cosa: Giuseppe Battiston quando ha finito le sue scene sul set prima di andare via ha voluto fare una foto ricordo con il macellaio di Miasino che lo aveva sfamato per tutte le riprese, promettendogli che sarebbe tornato! Ci abbiamo lasciato il cuore in quei luoghi, e poi la storia del film è nata lì, a pochi metri dalla casa in cui si svolge la storia».

Che storia racconta “Lavoreremo da grandi”? Quella di tre amici, Beppe, Umberto e Gigi, attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Nella loro serata di festa hanno un incidente sul lungolago e insieme cercheranno di capire come uscirne, combinando più guai che altro però. Le riprese si sono svolte sul Lago d’Orta la scorsa estate, nei comuni di Orta San Giulio, Pella, San Maurizio d’Opaglio, Miasino e Ameno.

Nel cast, oltre ad Albanese e Battiston, Nicola Rignanese e il torinese Niccolò Ferrero. «Il gruppo è sempre importantissimo nel cinema, che è un'arte corale. La comicità poi è davvero impegnativa: io venivo da un film drammatico come “Cento domeniche”, volevo ritrovare la comicità ma è molto più impegnativa da trovare, bisogna cercare il ritmo, le combinazioni, gli sguardi, le battute... è molto più rischioso e avere intorno le persone giuste è fondamentale. Beppe e Nicola sono due cari amici, mi mancava l'attore che interpretasse mio figlio e l'ho trovato proprio a Torino: Niccolò è un talento strepitoso, è stato bravissimo».

L'estate scorsa Torino Cronaca aveva raccontato il set del film sul lago d'Orta, ma in quel periodo il titolo era diverso, “Qui non succede niente”. «A un certo punto mi è parso troppo semplice, succede di tutto nel film e il gioco di parole non mi convinceva più. Questo nuovo mi sembra dia più speranza: ho 61 anni, il mio dottore in modo elegante mi dice che le mie cellule “si stanno stancando”, ma la mente è sempre attiva e c'è sempre tempo per nuove avventure».

Giovedì 5 febbraio il film esce in sala in un momento molto felice per il cinema italiano, ai primi posti del box office: «È un momento di grande gioia, l'altro giorno nel cinema che frequento era tutto esaurito in tutte le sale, non sono riuscito a entrare ma ero felice, cinema e teatri sono da proteggere. Ho appena finito di leggere la biografia di Riccardo Gualino, uno dei più grandi mecenati e industriali italiani, che era piemontese. Per me ora lui è come una divinità, anche grazie all'arte ha saputo ottenere grandi successi nei suoi affari. Non fosse per i costi di un film in costume, mi piacerebbe raccontare la sua vita in un mio prossimo film!».

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