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Verso l'Ariston

Soniko: "Mi ero ridotto a vendere scope ma adesso andrò Sanremo. Prima, però, passo da Torino"

Insieme a Blind ed El Ma si esibirà nella sezione Nuove Proposte. I due maschietti del trio attesi sabato all'Inalpi Arena ospiti del Gran Prix di fioretto

Soniko

Soniko, classe 2001

Sul palco del Festival di Sanremo saliranno con uno dei brani che sta già facendo ballare l’Italia, stando alle visualizzazioni su Youtube e ai passaggi in radio, cosa consentita solo a chi gareggia nella sezione Nuove Proposte. Si tratta di "Nei miei Dm" del trio Blind, Soniko ed El Ma - quest’ultima appena diciottenne, la più giovane della rassegna - trionfatori di Area Sanremo.

Ma prima di allora, i maschietti del gruppo sono attesi a Torino ospiti del pomeriggio del Music Live Show dell’Inalpi Arena previsto sabato 7 febbraio in occasione del Grand Prix - Trofeo Inalpi, competizione internazionale di fioretto maschile e femminile e prima tappa del circuito mondiale. Lo stesso pomeriggio si esibirà anche Sarah Toscano.

Il brano nasce dall’idea di Soniko, nome d’arte di Niccolò Cervellin, dj e producer di Padova, classe 2001, uno dei giovani talenti dell’elettronica pop con un debole per la musica italiana. Uno da tenere sotto osservazione e che, per un soffio, il mondo della musica si stava lasciando scappare...

«Se non fossi arrivato a Sanremo credo che questo sarebbe stato il mio ultimo singolo» confida Soniko.

Avrebbe mollato?

«In realtà lo avevo già fatto da un paio di anni, mi ero messo a vendere scope all’ingrosso. Era una necessità e l’ho fatto».

E poi?

«E poi un anno fa ebbi una folgorazione, telefonai al nostro manager e a Blind e in tre mesi il progetto era pronto. Poi introducemmo la bella voce di El Ma, così lontana e diversa da Sanremo. Sarà sorprendente come lo fu Luis Miguel nel 1985, lo considero un talento incredibile».

E avete fatto tutto soli.

«Certo, nonostante alcuni dicano che siamo stati supportati dalla case discografiche. A dire il vero noi ci siamo presentati ad Area Sanremo da indipendenti con l’etichetta Mixsound, il contratto in Sony è arrivato solo dopo essere stati scelti per il Festival».

Cosa vi aspettate adesso da Sanremo?

«Il miglior risultato possibile. Siamo molto curiosi di affidarci al televoto».

Ok Sanremo ma, prima, Torino, l’Inalpi Arena, il fioretto...

«In questi giorni ci stiamo preparando studiando la storia di Torino. Io non ci sono mai stato e sono molto curioso di scoprirla. Ufficialmente staremo due giorni ma spero di fermarmi di più».

L’Inalpi è il tempio delle Atp e sempre lì si è tenuto anche l’Eurovision...

«Essì, non seguo molto lo sport tranne il calcio, ma da quando c’è Sinner mi sono avvicinato anch’io. Per quanto riguarda il fioretto, io abito vicino a Bebe Vio e sono sempre stato molto attratto da questa disciplina. Grazie a Torino, adesso, potrò viverla da vicino».

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