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13 Febbraio 2026 - 12:38
Susanna Egri festeggerà i 100 anni il 18 febbraio
"Ho sempre mangiato poco, soprattutto frutta e verdura, non ho mai fumato né bevuto", ma, il segreto della sua splendida longevità, è stata, soprattutto, la danza. Susanna Egri, coreografa e ballerina di origine ungherese, figlia dell'allenatore del Grande Torino, Ernő Egri Erbstein, scomparso con la squadra nella tragedia di Superga, compirà il 18 febbraio i suoi splendidi 100 anni che la renderanno la ballerina ancora in attività più anziana d'Italia e, probabilmente, del mondo. Tutti i giorni, infatti, insegna ancora a una schiera di allievi che sognano una vita come la sua, una vita sulle punte. Un traguardo che non può non essere celebrato e che non è passato inosservato neppure dalla Rai con cui la Egri è stata la prima ballerina della storia a debuttare in tv. E' così che, dal 17 febbraio, giorno prima del fatico compleanno, sarà disponibile su Raiplay (www.raiplay.it/programmi/susannaegriunavitasullepunte) il film documentario dal titolo "Susanna Egri, una vita sulle punte" realizzato da Rai Contenuti Digitali e Transmediali e Rai Teche, in collaborazione con il Centro di Produzione Tv di Torino.
Il racconto si snoda attraverso un’intervista originale ed esclusiva in cui l’artista, oggi centenaria, ripercorre con straordinaria lucidità i momenti che hanno segnato la sua vita e la sua carriera: dalla infanzia cosmopolita al seguito del padre (il celebre allenatore del "Grande Torino" Ernő Egri Erbstein) al trauma delle leggi razziali che la allontanarono dalle scuole italiane, dal ritorno in Ungheria dove scoprì la danza come "una nuova maniera di considerare la vita" al definitivo rientro nel capoluogo piemontese, dove portò la ventata di novità espressive assimilate nella fervore artistico di Budapest. Particolarmente toccante è il passaggio dedicato al 1949, l’anno della tragedia di Superga, in cui perse il padre e, con lui, tutto il suo mondo. "A Superga ho ritrovato la mia valigia prestata a mio padre" – ricorda l’artista – "dentro c’era la bambolina col costume portoghese che mi stava portando in dono. È diventata il mio talismano, non l'ho mai rattoppata, è sempre con me".
Il 1949 fu al contempo l’anno dell’inizio delle trasmissioni sperimentali e fu proprio la televisione a dare a Susanna Egri la forza di ricominciare: "chiamata da Sergio Pugliese, che intuì come la Tv avesse bisogno di movimento", la Egri creò il primo teleballetto originale, "Le foyer de la danse". Iniziò così una stagione di sperimentazione senza precedenti, che il filmato documenta con preziosi repertori delle Teche Rai: le avanguardistiche coreografie jazz, il sontuoso "ballo excelsior", l’audace coreografia Jeux di Vaclav Fomič Nižinskij. Fin dal 1954 le fu anche affidata una rubrica all’interno di Orizzonte, uno dei primi settimanali televisivi della neonata Tv Rai, una prova di "rotocalco" curata da nomi del calibro di Furio Colombo, Umberto Eco e Gianni Vattimo: per il programma, Susanna Egri presentava un "Carnet di ballo" in cui informava i telespettatori su vecchie e nuove tendenze del mondo della danza, dimostrando anche spiccate doti divulgative oltre al suo talento di ballerina.
Nel 1963 la Rai le commissionò tre balletti televisivi e Susanna Egri decise di far ricorso alle storie da cui erano nati i libretti di opere come Turandot, Vita di Bohème e Cavalleria Rusticana. Grazie alla sua originale rielaborazione dell’opera di Mascagni tratta dalla novella di Giovanni Verga e al guizzo creativo di ambientarla in una Sicilia anni ’50 influenzata dai ritmi e dalla cultura d’oltremare, Susanna Egri si aggiudicò la vittoria del prestigioso Prix Italia. Oggi Susanna Egri continua a insegnare ogni giorno: "Io non ho avuto figli, ma da me nascono figli attraverso ciò che ho trasmesso loro. Finché posso trasmettere, io ci sono".
Il 18 ottobre Susanna Egri festeggerà il suo compleanno al Teatro Maggiore di Verbania in compagnia della compagnia della Fondazione Egri per la Danza e del suo "erede" Raphael Bianco. In scena il suo spettacolo "Istantanee" del 1953 e il nuovo "Cantata Profana: Il Cervo Fatato". Le celebrazioni per il centenario continueranno nel corso di tutto il 2026 e approderanno al Teatro Carignano di Torino il 16 luglio. E, inoltre, a breve partiranno i lavori dell'ex cinema Arlecchino che diventerà la sede della Fondazione Egri per la Danza. Infine, in queste settimane si sta girando sotto la Mole grazie alla Film Commission Piemonte, il film sulla sua vita diretto Giorgio Ferraro.
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