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Sul set

Ma che ci fa Riccardo Scamarcio nella campagne di Giaveno?

L’attore in questi giorni nel torinese per le riprese di “I figli della scimmia”

Riccardo Scamarcio

Riccardo Scamarcio

Giaveno, febbraio 2026: si stanno girando nella stessa giornata due scene del film d’esordio di Tommaso Landucci, “I figli della scimmia”, con protagonista Riccardo Scamarcio (che è anche uno dei produttori). Da un lato si riprende una festa di compleanno, dall’altro la tesa litigata tra il personaggio di Scamarcio e quello di Fausto Russo Alesi, suo fratello nella storia. Il primo è padre di un bambino tetraplegico, il secondo ha invece un figlio sano, a cui lo zio si affeziona sempre più arrivando a complicare i rapporti familiari. La decisione di Scamarcio di entrare con il suo doppio ruolo è stata fondamentale per dare il via alla lavorazione, anche se c’è voluto tempo: «Mi avevano dato questa sceneggiatura da leggere, moltissimi anni fa, dicendomi che era un copione bellissimo ma per vari motivi non lo avevo letto», ci ha confidato. «Mi hanno sollecitato e poi l’ho fatto, è un personaggio davvero particolare. L’istinto mi ha detto che questo progetto poteva essere un piccolo gioiello, ne sono convinto».

Il set si protrae per cinque settimane e coinvolge varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, coinvolti tramite la Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. “I figli della scimmia” è realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, con il contributo del Fesr Piemonte 2021-2027 - Bando “Piemonte Film TV Fund”.

Nel cast anche Fausto Russo Alesi («Sono molto legato a Torino e al Piemonte, anche per le mie esperienze teatrali, e torno sempre volentieri») e la torinese Cristina Odasso, che interpreta sua moglie: «Sono entusiasta di questa occasione, vivo a Roma da tempo, mi sento davvero onorata di esserci. È un copione scritto con tanta grazia e delicatezza, veicola un messaggio che parla di rapporti umani e indaga la gelosia. Il mio ruolo è quello di una mamma “pesantuccia”, diciamo...».

Nota di merito per i due attori scelti per interpretare i bambini: Andrea Aggio ha anche nella vita la disabilità del suo personaggio («Lo abbiamo scelto per il suo talento, sorprendente», chiariscono dalla produzione) e Tancredi Naldini, ex-allievo a Torino della scuola teatrale della Compagnia dei Folli.

Mentre la troupe inizia a scalpitare per riavere regista e attori in scena, le ultime parole sono di Scamarcio in versione turista: «Non mangio cioccolato ma adoro i gianduiotti! Qui ho girato tantissimi film. Stavolta ne ho approfittato per andare al Museo Egizio, non ci ero mai stato, è incredibile».

Giaveno, febbraio 2026: si stanno girando nella stessa giornata due scene del film d’esordio di Tommaso Landucci, “I figli della scimmia”, con protagonista Riccardo Scamarcio (che è anche uno dei produttori). Da un lato si riprende una festa di compleanno, dall’altro la tesa litigata tra il personaggio di Scamarcio e quello di Fausto Russo Alesi, suo fratello nella storia. Il primo è padre di un bambino tetraplegico, il secondo ha invece un figlio sano, a cui lo zio si affeziona sempre più arrivando a complicare i rapporti familiari. La decisione di Scamarcio di entrare con il suo doppio ruolo è stata fondamentale per dare il via alla lavorazione, anche se c’è voluto tempo: «Mi avevano dato questa sceneggiatura da leggere, moltissimi anni fa, dicendomi che era un copione bellissimo ma per vari motivi non lo avevo letto», ci ha confidato. «Mi hanno sollecitato e poi l’ho fatto, è un personaggio davvero particolare. L’istinto mi ha detto che questo progetto poteva essere un piccolo gioiello, ne sono convinto».

Il set si protrae per cinque settimane e coinvolge varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, coinvolti tramite la Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. “I figli della scimmia” è realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, con il contributo del Fesr Piemonte 2021-2027 - Bando “Piemonte Film TV Fund”.

Nel cast anche Fausto Russo Alesi («Sono molto legato a Torino e al Piemonte, anche per le mie esperienze teatrali, e torno sempre volentieri») e la torinese Cristina Odasso, che interpreta sua moglie: «Sono entusiasta di questa occasione, vivo a Roma da tempo, mi sento davvero onorata di esserci. È un copione scritto con tanta grazia e delicatezza, veicola un messaggio che parla di rapporti umani e indaga la gelosia. Il mio ruolo è quello di una mamma “pesantuccia”, diciamo...».

Nota di merito per i due attori scelti per interpretare i bambini: Andrea Aggio ha anche nella vita la disabilità del suo personaggio («Lo abbiamo scelto per il suo talento, sorprendente», chiariscono dalla produzione) e Tancredi Naldini, ex-allievo a Torino della scuola teatrale della Compagnia dei Folli.

Mentre la troupe inizia a scalpitare per riavere regista e attori in scena, le ultime parole sono di Scamarcio in versione turista: «Non mangio cioccolato ma adoro i gianduiotti! Qui ho girato tantissimi film. Stavolta ne ho approfittato per andare al Museo Egizio, non ci ero mai stato, è incredibile».

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