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20 Febbraio 2026 - 18:00
Riccardo Scamarcio
Giaveno, febbraio 2026: si stanno girando nella stessa giornata due scene del film d’esordio di Tommaso Landucci, “I figli della scimmia”, con protagonista Riccardo Scamarcio (che è anche uno dei produttori). Da un lato si riprende una festa di compleanno, dall’altro la tesa litigata tra il personaggio di Scamarcio e quello di Fausto Russo Alesi, suo fratello nella storia. Il primo è padre di un bambino tetraplegico, il secondo ha invece un figlio sano, a cui lo zio si affeziona sempre più arrivando a complicare i rapporti familiari. La decisione di Scamarcio di entrare con il suo doppio ruolo è stata fondamentale per dare il via alla lavorazione, anche se c’è voluto tempo: «Mi avevano dato questa sceneggiatura da leggere, moltissimi anni fa, dicendomi che era un copione bellissimo ma per vari motivi non lo avevo letto», ci ha confidato. «Mi hanno sollecitato e poi l’ho fatto, è un personaggio davvero particolare. L’istinto mi ha detto che questo progetto poteva essere un piccolo gioiello, ne sono convinto».
Il set si protrae per cinque settimane e coinvolge varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, coinvolti tramite la Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. “I figli della scimmia” è realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, con il contributo del Fesr Piemonte 2021-2027 - Bando “Piemonte Film TV Fund”.
Nel cast anche Fausto Russo Alesi («Sono molto legato a Torino e al Piemonte, anche per le mie esperienze teatrali, e torno sempre volentieri») e la torinese Cristina Odasso, che interpreta sua moglie: «Sono entusiasta di questa occasione, vivo a Roma da tempo, mi sento davvero onorata di esserci. È un copione scritto con tanta grazia e delicatezza, veicola un messaggio che parla di rapporti umani e indaga la gelosia. Il mio ruolo è quello di una mamma “pesantuccia”, diciamo...».
Nota di merito per i due attori scelti per interpretare i bambini: Andrea Aggio ha anche nella vita la disabilità del suo personaggio («Lo abbiamo scelto per il suo talento, sorprendente», chiariscono dalla produzione) e Tancredi Naldini, ex-allievo a Torino della scuola teatrale della Compagnia dei Folli.
Mentre la troupe inizia a scalpitare per riavere regista e attori in scena, le ultime parole sono di Scamarcio in versione turista: «Non mangio cioccolato ma adoro i gianduiotti! Qui ho girato tantissimi film. Stavolta ne ho approfittato per andare al Museo Egizio, non ci ero mai stato, è incredibile».
Giaveno, febbraio 2026: si stanno girando nella stessa giornata due scene del film d’esordio di Tommaso Landucci, “I figli della scimmia”, con protagonista Riccardo Scamarcio (che è anche uno dei produttori). Da un lato si riprende una festa di compleanno, dall’altro la tesa litigata tra il personaggio di Scamarcio e quello di Fausto Russo Alesi, suo fratello nella storia. Il primo è padre di un bambino tetraplegico, il secondo ha invece un figlio sano, a cui lo zio si affeziona sempre più arrivando a complicare i rapporti familiari. La decisione di Scamarcio di entrare con il suo doppio ruolo è stata fondamentale per dare il via alla lavorazione, anche se c’è voluto tempo: «Mi avevano dato questa sceneggiatura da leggere, moltissimi anni fa, dicendomi che era un copione bellissimo ma per vari motivi non lo avevo letto», ci ha confidato. «Mi hanno sollecitato e poi l’ho fatto, è un personaggio davvero particolare. L’istinto mi ha detto che questo progetto poteva essere un piccolo gioiello, ne sono convinto».
Il set si protrae per cinque settimane e coinvolge varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, coinvolti tramite la Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. “I figli della scimmia” è realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, con il contributo del Fesr Piemonte 2021-2027 - Bando “Piemonte Film TV Fund”.
Nel cast anche Fausto Russo Alesi («Sono molto legato a Torino e al Piemonte, anche per le mie esperienze teatrali, e torno sempre volentieri») e la torinese Cristina Odasso, che interpreta sua moglie: «Sono entusiasta di questa occasione, vivo a Roma da tempo, mi sento davvero onorata di esserci. È un copione scritto con tanta grazia e delicatezza, veicola un messaggio che parla di rapporti umani e indaga la gelosia. Il mio ruolo è quello di una mamma “pesantuccia”, diciamo...».
Nota di merito per i due attori scelti per interpretare i bambini: Andrea Aggio ha anche nella vita la disabilità del suo personaggio («Lo abbiamo scelto per il suo talento, sorprendente», chiariscono dalla produzione) e Tancredi Naldini, ex-allievo a Torino della scuola teatrale della Compagnia dei Folli.
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