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Dal vivo

Umberto Tozzi: "La mia ultima notte a Torino con Raf e Masini. Gloria? E' nata in via Frejus"

Questa sera il cantautore darà l’addio al palco dell’Inalpi Arena con un concerto che ripercorre tutta la sua carriera

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi nato a Torino il 4 marzo 1952

La sua carriera dura da oltre cinquant’anni, un lungo periodo durante il quale i suoi brani hanno fatto il giro del mondo. Si parla di titoli come “Ti amo” e, soprattutto, “Gloria”, la colonna sonora, oltre che di svariate pellicole (“The Wolf of Wall Street”, solo per citarne una), della vita di chiunque. È Umberto Tozzi, chi altri se no.

Partito dalla Torino operaia degli anni Settanta, ha venduto più di 80 milioni di dischi facendosi conoscere in tutto il mondo.

Tozzi questa sera è pronto per dare l’addio ai palchi nel penultimo appuntamento dell’“Ultima notte rosa - The Final Tour”, in programma all’Inalpi Arena di Torino, prima del live di chiusura del 21 marzo a Padova. Da lì si passerà all’estero per il saluto definitivo. E per questi due ultimi concerti, Tozzi ha deciso di regalare ai fan un’esperienza unica nella quale si farà accompagnare dagli amici di sempre: Raf e Marco Masini.

«Ogni palco di questo tour è stato per me fonte di grande gioia, momenti unici vissuti in scenari straordinari della nostra splendida Italia e del mondo – racconta Umberto Tozzi – e ora concentro tutta la mia energia in queste ultime date dal vivo, insieme al pubblico che non ha mai smesso di sostenermi. Se il sipario si abbassa, l’amore per la musica non si spegnerà mai: ci saranno nuovi progetti e tante sfide da affrontare in futuro. Questi concerti saranno dodici appuntamenti irripetibili e sono molto felice di condividere il palco dei miei ultimi live in Italia con due grandi professionisti e cari amici come Marco e Raf».

Con questi ultimi concerti sta ripercorrendo tutta la sua carriera. C’è una canzone che sente particolarmente sua oggi?

«È difficile sceglierne una sola, perché ogni canzone rappresenta un momento diverso della mia vita. Però quando canto certi brani storici sento ancora un’energia speciale che arriva dal pubblico. È come se quelle canzoni non appartenessero più soltanto a me, ma alle persone che le hanno fatte diventare parte della loro storia».

Come “Gloria, che diventerà un musical?
«È un’emozione enorme. Ho sempre pensato che molte delle mie canzoni avessero una dimensione narrativa forte e che potessero diventare parte di una storia. È come se quei brani trovassero una nuova vita».

Torino, la sua città di origine…
«A questa città devo tutto ma per fare questo mestiere sono dovuto partire. Tantissime canzoni le ho scritte proprio qui a Torino. “Gloria” nacque qui, quando vivevo in via Frejus con la mia famiglia».

La sua carriera dura da oltre cinquant’anni, un lungo periodo durante il quale i suoi brani hanno fatto il giro del mondo. Si parla di titoli come “Ti amo” e, soprattutto, “Gloria”, la colonna sonora, oltre che di svariate pellicole (“The Wolf of Wall Street”, solo per citarne una), della vita di chiunque. È Umberto Tozzi, chi altri se no. Partito dalla Torino operaia degli anni Settanta, ha venduto più di 80 milioni di dischi facendosi conoscere in tutto il mondo. Tozzi questa sera è pronto per dare l’addio ai palchi nel penultimo appuntamento dell’“Ultima notte rosa - The Final Tour”, in programma all’Inalpi Arena di Torino, prima del live di chiusura del 21 marzo a Padova. Da lì si passerà all’estero per il saluto definitivo. E per questi due ultimi concerti, Tozzi ha deciso di regalare ai fan un’esperienza unica nella quale si farà accompagnare dagli amici di sempre: Raf e Marco Masini.

«Ogni palco di questo tour è stato per me fonte di grande gioia, momenti unici vissuti in scenari straordinari della nostra splendida Italia e del mondo – racconta Umberto Tozzi – e ora concentro tutta la mia energia in queste ultime date dal vivo, insieme al pubblico che non ha mai smesso di sostenermi. Se il sipario si abbassa, l’amore per la musica non si spegnerà mai: ci saranno nuovi progetti e tante sfide da affrontare in futuro. Questi concerti saranno dodici appuntamenti irripetibili e sono molto felice di condividere il palco dei miei ultimi live in Italia con due grandi professionisti e cari amici come Marco e Raf».

Con questi ultimi concerti sta ripercorrendo tutta la sua carriera. C’è una canzone che sente particolarmente sua oggi?

«È difficile sceglierne una sola, perché ogni canzone rappresenta un momento diverso della mia vita. Però quando canto certi brani storici sento ancora un’energia speciale che arriva dal pubblico. È come se quelle canzoni non appartenessero più soltanto a me, ma alle persone che le hanno fatte diventare parte della loro storia».

Come “Gloria”, che diventerà un musical?

«È un’emozione enorme. Ho sempre pensato che molte delle mie canzoni avessero una dimensione narrativa forte e che potessero diventare parte di una storia. È come se quei brani trovassero una nuova vita».

Torino, la sua città di origine…

«A questa città devo tutto ma per fare questo mestiere sono dovuto partire. Tantissime canzoni le ho scritte proprio qui a Torino. “Gloria” nacque qui, quando vivevo in via Frejus con la mia famiglia».

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