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Musa Art Galley
16 Aprile 2026 - 14:50
David Bowie
David Bowie, ancora e sempre: sono passati dieci anni dalla morte improvvisa e sconvolgente di uno dei più grandi geni della musica del Novecento, capace di innovarsi e sorprendere fino all'ultimo, fino a quel disco-testamento uscito poche ore prima della sua scomparsa, nel 2016, “Blackstar”. Per omaggiarlo, da oggi venerdì 17 aprile alla Musa Art Gallery di Torino, in Via della Consolata 11/E, è allestita la mostra “David Bowie, mio fratello”, progetto dello scrittore David Lawrence.
Dopo l’esposizione a Parigi e Saint-Rémy-de-Provence, il pubblico torinese potrà scoprire attraverso le immagini il punto di vista della mostra, la figura di Terry Burns, fratellastro di Bowie, che diventa il dispositivo attraverso cui leggere immagini, testi e materiali. «Non una retrospettiva, ma un percorso che mette in relazione episodi biografici, riferimenti culturali e costruzione dell’identità artistica».
Tra rari scatti di Denis O’Regan, Philippe Auliac e Michel Haddi, è la voce di Burns a orientare il percorso: si ricostruisce la carriera di Bowie con immagini che non seguono una sequenza cronologica lineare, ma si organizzano per nuclei, restituendo passaggi, trasformazioni e continuità. «Compaiono figure che ne definiscono il contesto umano e creativo: familiari, musicisti, artisti e intellettuali, i genitori, il nonno».
Qualche nome? Thomas Edward Lawrence, Miles Davis, Lou Reed, Iggy Pop, Mick Jagger, Pablo Picasso, Bob Dylan, Brian Eno, Marc Bolan, John Lennon, Elvis Presley, Lindsay Kemp, Bing Crosby, Frank Sinatra, Jimi Hendrix, Jim Morrison, William S. Burroughs, Jean Genet, Jack Kerouac, Syd Barret, Angie Barnett Bowie, Otto Mueller, tra gli altri.
È attraverso Burns che Bowie entra in contatto con una parte significativa del proprio orizzonte culturale – dalla letteratura al jazz – elementi che tornano, trasformati, nella sua produzione. Il loro legame è segnato anche dalla malattia mentale di Terry, la schizofrenia, diagnosticata nei primi anni Sessanta e dai successivi ricoveri al Cane Hill Hospital: il 16 gennaio 1985 Terry muore suicida, ma non scompare dall'opera del fratellastro.
Per l'occasione sono stati pubblicati due volumi imperdibili per i fan: il catalogo “David Bowie, My Brother” con testi di Denis O’Regan, Philippe Auliac, Michel Haddi, Francis Huster, Martine Assouline, Rupert Wynne James e il romanzo biografico “David Bowie, My Brother” di David Lawrence.
La mostra è aperta fino al 12 luglio tutte le settimane nei giorni giovedì e venerdì dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18. Biglietti 12 €, ridotti 8 (anche per chi possiede la tessera Abbonamento Musei).
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