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Economia
16 Aprile 2026 - 16:40
Nel 2025 la città di Torino ha registrato 16.151 compravendite residenziali, in aumento del +6,8% rispetto al 2024, diventando la seconda città per numero di transazioni, subito dopo Palermo. Ancora più marcata la crescita nel resto della provincia, dove le transazioni hanno raggiunto quota 21.642 (+11%). Complessivamente, il territorio provinciale ha totalizzato 37.793 passaggi di proprietà, in aumento del 9,2%. I dati emergono dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare 2025 presentato da Fiaip Torino, che descrive un mercato in costante espansione. In dieci anni, le compravendite nella sola città sono cresciute del 63,6%, confermando il capoluogo come uno dei principali poli immobiliari italiani.
A sostenere il mercato sono soprattutto le persone fisiche, che rappresentano il 95,6% degli acquirenti. Solo il 4,4% delle operazioni coinvolge soggetti giuridici, dato che - secondo Fiaip - smentisce timori legati a fenomeni speculativi o a una concentrazione della proprietà immobiliare. Un elemento che colpisce riguarda il credito: il 53% delle compravendite avviene senza mutuo, mentre il restante 47% prevede finanziamenti. Quanto alle finalità di acquisto, il 73,4% riguarda la prima casa, mentre il 26,6% è destinato a seconda abitazione o investimento. Interessante anche il dato sugli immobili ereditati: il 68% viene venduto. Tra le motivazioni emergono la necessità di liquidità, il minore interesse verso la gestione degli affitti e il cambiamento delle abitudini di risparmio delle nuove generazioni.
Il trend locale risulta leggermente più dinamico rispetto al contesto nazionale: in Italia le compravendite nel 2025 sono cresciute del 6,4%, contro il +6,8% registrato a Torino. “La città continua a dimostrare una forte capacità attrattiva e un potenziale ancora non pienamente espresso”, ha sottolineato la presidente di Fiaip Torino, Claudia Gallipoli. Tra i fattori che potrebbero sostenere ulteriormente il mercato nei prossimi anni c’è il nuovo piano regolatore, atteso dopo oltre trent’anni. Un passaggio definito “fondamentale” dalle istituzioni, chiamate a ridefinire l’assetto urbanistico della città.
L’assessore Paolo Mazzoleni ha evidenziato come il settore immobiliare rappresenti “un elemento di trasmissione tra gli investimenti della città e la vita quotidiana dei cittadini. La città non è più in una fase di crescita impetuosa, ma ha bisogno di uno sviluppo continuo, fatto di nuove esigenze abitative, lavorative e sociali”, ha spiegato Mazzoleni. Le trasformazioni in atto riguardano anche i nuovi arrivi. Con oltre 130 mila studenti e una popolazione in evoluzione, cresce la domanda di abitazioni più piccole e flessibili, soprattutto nelle aree universitarie.
Parallelamente, le politiche urbane puntano sulla rigenerazione e sull’economia di prossimità. L’assessore al commercio Paolo Chiavarino ha evidenziato l’importanza di sostenere il tessuto commerciale locale e di riequilibrare lo sviluppo tra centro e periferie. Il mercato immobiliare si conferma un indicatore chiave della salute economica del territorio. “Quando il mercato si muove, significa che c’è fiducia nel futuro”, ha osservato Angelo Cappetti, direttore generale dell’Unione Industriali di Torino.
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