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L’arte dell’oro in mostra: un viaggio tra secoli e stili a Torino

L’esposizione riunisce circa 60 opere provenienti da collezioni private e gallerie internazionali

L’arte dell’oro in mostra

Dal 23 aprile al 22 maggio, negli spazi espositivi di Ersel in Piazza Solferino a Torino, è in programma la mostra “The Golden Hour – L’oro dal figurativo all’astrattismo”, a cura di Chiara Massimello

Dal 23 aprile al 22 maggio, negli spazi espositivi di Ersel in Piazza Solferino a Torino, è in programma la mostra “The Golden Hour – L’oro dal figurativo all’astrattismo”, a cura di Chiara Massimello. L’esposizione riunisce circa 60 opere provenienti da collezioni private e gallerie internazionali, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione dell’uso dell’oro nella storia dell’arte.

Il percorso espositivo propone una selezione ampia e trasversale di artisti, tra cui Lucio Fontana, Francesco Vezzoli, Man Ray, Vanessa Beecroft, Giuseppe Penone e Bruno Munari, insieme a numerosi altri autori appartenenti a contesti storici e linguaggi differenti. Le opere coprono un arco temporale che va dal Quattrocento fino alla produzione contemporanea.

Il tema centrale è il ruolo dell’oro come elemento formale e simbolico. Nelle opere più antiche, l’oro è utilizzato principalmente nei fondi pittorici con funzione devozionale e rappresentativa, legata alla dimensione spirituale e alla costruzione dello spazio. Nelle produzioni più recenti, invece, assume valenze concettuali e interpretative, spesso associate a temi come il valore economico, il lusso o la percezione visiva.

L’esposizione include opere su tavola di artisti come Sano di Pietro e Zanetto Bugatto, accostate a lavori astratti e installativi di autori contemporanei quali Agostino Bonalumi e Armando Marrocco. Il percorso mette in relazione linguaggi diversi, evidenziando la continuità dell’uso dell’oro come materiale e come segno.

Sono presenti inoltre opere di artisti che interpretano l’oro in chiave sperimentale o simbolica, tra cui Luigi Ontani, Bertozzi & Casoni, Pier Paolo Calzolari e Alfredo Jaar, fino alle ricerche più recenti rappresentate da Francesco Vezzoli.

La mostra si configura come un’indagine storica e visiva sull’impiego dell’oro, evidenziandone le trasformazioni nel tempo e il suo ruolo nelle diverse correnti artistiche.

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