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viaggi in mare
19 Agosto 2025 - 18:00
Chi ha sperimentato il mal di mare sa bene quanto possa rovinare un viaggio. Nausea, capogiri, senso di instabilità e in alcuni casi vomito: sintomi che spesso si cerca di minimizzare con frasi come “è solo suggestione” o “devi abituarti”. Ma dietro il disagio c’è una spiegazione neurofisiologica ben precisa, nota come cinetosi.
Una delle teorie più accreditate sull’origine evolutiva della cinetosi è la cosiddetta "teoria del veleno": il cervello, ricevendo segnali incoerenti, potrebbe reagire come se si fosse ingerita una neurotossina o una sostanza psicotropa. La risposta difensiva è la nausea, per stimolare il vomito e “espellere” il potenziale agente tossico, anche se in realtà non esiste alcuna sostanza da eliminare. Il termine stesso “nausea” deriva dal greco naus (nave), a testimonianza del legame storico tra questo disturbo e i viaggi per mare. Ippocrate ne parlava già nei suoi scritti, ben prima che si potesse soffrire di “mal d’auto” o “mal d’aereo”.
Oggi sappiamo che il mal di mare è solo una delle forme in cui può manifestarsi la cinetosi. Può insorgere anche in auto, in aereo o perfino davanti a videogiochi o film con forti stimoli visivi, quando la percezione del movimento è solo apparente.
Nel passato, il rimedio più diffuso era la scopalamina, un alcaloide anticolinergico somministrato spesso in forma di cerotto transdermico. Tuttavia, oggi in Italia questo principio attivo non è più commercializzato per l’uso contro la cinetosi. Attualmente, i farmaci più utilizzati sono gli antistaminici, in particolare quelli con effetto sul sistema nervoso centrale. Il più noto è il dimenidrato, che agisce bloccando i recettori H1 dell’istamina, riducendo l’attività vestibolare e attenuando i sintomi. Tuttavia, può provocare sonnolenza, quindi è sconsigliato mettersi alla guida o svolgere attività che richiedano attenzione subito dopo l’assunzione.
Il dimenidrato va assunto solitamente 30-60 minuti prima del viaggio. Ma oltre ai farmaci, ci sono alcune strategie comportamentali che possono alleviare i sintomi. Tra queste:
Stare all’aperto e fissare l’orizzonte aiuta a “riallineare” vista e senso dell’equilibrio.
Evitare di leggere o usare dispositivi mobili durante il viaggio.
Mantenere lo sguardo fisso su un punto stabile.
Assumere una posizione sdraiata, se possibile.
Evitare pasti pesanti, alcol e caffeina prima del viaggio.
In sintesi, il mal di mare è una risposta del tutto reale e fisiologica a un corto circuito sensoriale. Non è frutto della mente, ma di un sistema di difesa evolutivo che, in contesti moderni, si attiva in modo inappropriato. Sapere cosa accade nel nostro corpo può aiutare non solo a gestire meglio i sintomi, ma anche a prevenirli in modo consapevole.
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