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alimentazione
20 Agosto 2025 - 16:00
Le diete di eliminazione sono sempre più diffuse, dagli eczemi infantili fino alle tendenze social del “clean eating”. Tuttavia, recenti studi mostrano un lato oscuro: togliere certi alimenti dal menu può alterare la tolleranza immunitaria, aumentando il rischio di reazioni allergiche, anche gravi, quando quegli alimenti vengono mangiati di nuovo.
Brian Vickery, capo allergologo dell’Emory Children’s Healthcare, spiega che l’intestino deve bilanciare la risposta tra sostanze dannose e innocue: “Deve identificare e rispondere a un bombardamento costante di stimoli ambientali che possono essere sia dannosi che benefici”. Un processo chiave è la tolleranza orale, per cui il sistema immunitario impara a ignorare le proteine alimentari innocue, evitando allergie.
Michael Pistiner del MassGeneral sottolinea: “L’introduzione precoce degli alimenti può aiutare a promuovere la tolleranza e proteggere i bambini dallo sviluppo di un’allergia alimentare”. La tolleranza, però, va mantenuta tutta la vita con un’esposizione continua.
Anne Marie Singh, dell’Università del Wisconsin-Madison, ha studiato quasi 300 bambini con eczema e diete di eliminazione. “Abbiamo scoperto che se si eliminava un alimento, al momento della reintroduzione aumentava il rischio di reazioni allergiche, anche gravi”, afferma. Il 19% dei bambini ha avuto nuove reazioni immediate, e il 30% di queste è stato classificato come anafilassi. Ma il rischio riguarda anche gli adulti: in uno studio, il 70% di chi ha sviluppato nuove allergie aveva seguito diete di eliminazione, con il 50% che ha avuto anafilassi. La maggior parte presentava condizioni allergiche preesistenti.
Anche la durata è importante: “Due o quattro settimane dovrebbero essere sufficienti e abbastanza brevi da non rischiare una reazione allergica quando si riprova”, spiega Singh. Se i sintomi sono lievi, mantenere piccole quantità dell’alimento nella dieta può aiutare a conservare la tolleranza orale, evitando fastidi.
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