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I dati
11 Gennaio 2026 - 21:15
Il nuovo bollettino della rete RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) offre una panoramica dettagliata sulla diffusione della cosiddetta "Influenza K", la variante del virus A(H3N2) che sta dominando la stagione 2025-2026. Nonostante una leggera flessione dei numeri, gli esperti invitano alla massima cautela: il calo potrebbe essere solo apparente.
Tra il 29 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026, l'Italia ha registrato circa 803 mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute.
Dall'inizio dell'epidemia sono già 7,5 milioni gli italiani colpiti. Si è passati da 14,5 a 14,1 casi ogni 1.000 assistiti. Gli esperti avvertono che il calo potrebbe essere un "falso segnale" dovuto al periodo festivo, durante il quale le visite mediche e le segnalazioni tendono a diminuire drasticamente. Bisognerà attendere i dati della prossima settimana per capire se la curva scenderà davvero o se subirà un nuovo impatto con la riapertura delle scuole.
L'influenza continua a colpire duramente i bambini. Nella fascia 0-4 anni, l'incidenza è quasi tripla rispetto alla media nazionale, con ben 37 casi ogni 1.000 assistiti.
A livello regionale, la Campania è la Regione più colpita con un'intensità definita "molto alta", è seguita da Sicilia e Marche ad intensità alta, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Umbria e Abruzzo con intensità media e il resto d'Italia a intensità bassa.
Il virus predominante è il sottotipo A(H3N2), e nello specifico il sottoclade denominato "K". In ambito ospedaliero, il 40,5% dei tamponi per infezioni respiratorie risulta positivo a questo ceppo, a dimostrazione della sua aggressività nei casi più severi.
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