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SPID e CIE a confronto: tutte le differenze tra le identità digitali

Costi, modalità di accesso e sicurezza: cosa cambia per i cittadini dopo l’introduzione dei canoni SPID e perché la Carta d’Identità Elettronica guadagna terreno

SPID e CIE a confronto: tutte le differenze tra le identità digitali

Negli ultimi mesi il dibattito sull’identità digitale in Italia si è riacceso, complice la svolta di Poste Italiane che ha deciso di introdurre un costo per il servizio SPID. Una scelta che ha spinto molti cittadini a interrogarsi su quale strumento convenga utilizzare oggi per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione: continuare con lo SPID, passare alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) o usare entrambi.

SPID e CIE nascono con la stessa finalità: consentire ai cittadini di identificarsi in modo sicuro sui portali istituzionali, dal Fascicolo Sanitario Elettronico ai servizi fiscali, scolastici e amministrativi. Le differenze, però, sono sostanziali.

La Carta d’Identità Elettronica è, prima di tutto, un documento fisico, rilasciato dallo Stato tramite i Comuni. Integra un microchip contactless che permette anche l’accesso digitale ai servizi pubblici. Lo SPID, invece, non è un documento ma un sistema di credenziali digitali (username, password e secondo fattore di autenticazione) fornito da operatori privati accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Uno degli elementi che oggi pesa maggiormente nella scelta è quello economico. La CIE ha un costo di emissione fisso (16,79 euro) e non prevede canoni o abbonamenti successivi. La sua validità è legata all’età del titolare e può arrivare fino a dieci anni per i maggiorenni.

Lo SPID, dopo un lungo periodo di gratuità, sta, invece, entrando in una nuova fase. Diversi provider hanno già introdotto un canone annuale, generalmente attorno ai 6 euro, mentre dal 1° gennaio 2026 anche Poste Italiane ha previsto il pagamento del servizio, mantenendo gratuita solo la prima annualità. I gestori che offrono SPID senza costi sono ormai pochi e la tendenza sembra andare verso una progressiva riduzione dell’offerta gratuita.

Anche le modalità di richiesta sono molto diverse. La CIE si richiede presso il Comune di residenza o di dimora, prenotando un appuntamento, presentando una fototessera e pagando il costo previsto. Il documento viene poi spedito al domicilio del cittadino e include i codici PIN e PUK necessari per l’utilizzo digitale.

Per ottenere lo SPID è, invece, necessario scegliere un identity provider e completare una procedura di riconoscimento che può avvenire online o di persona. In genere, l’attivazione è più rapida rispetto alla CIE, motivo per cui lo SPID è stato, finora, lo strumento più utilizzato per accedere ai servizi online.

Dal punto di vista normativo e tecnico non esiste alcuna incompatibilità. SPID e CIE possono essere utilizzati contemporaneamente e la maggior parte dei portali pubblici consente l’accesso con entrambe le modalità. Oggi, infatti, molti cittadini scelgono di affiancarle: la CIE come documento ufficiale e lo SPID come soluzione più immediata per l’uso quotidiano.

Quando si parla di identità digitale, la sicurezza è centrale. Lo SPID prevede tre livelli di protezione, che vanno dalla semplice combinazione di username e password fino all’autenticazione più forte con dispositivi fisici. La CIE, invece, utilizza sempre un livello di sicurezza elevato, basato su un microchip NFC, sui codici personali e sull’associazione con dati biometrici.

Proprio per la presenza obbligatoria di un supporto fisico emesso dallo Stato, la Carta d’Identità Elettronica è spesso considerata strutturalmente più robusta contro furti di identità e attacchi informatici da remoto.

Le scelte degli ultimi anni indicano una crescente attenzione delle istituzioni verso strumenti gestiti direttamente dallo Stato. La riduzione dei finanziamenti pubblici ai provider SPID e l’introduzione dei canoni hanno reso il modello economico dello SPID più fragile. Non si parla di una dismissione imminente, ma il quadro complessivo suggerisce un rafforzamento progressivo della CIE come identità digitale di riferimento, anche in vista dell’evoluzione verso soluzioni come l’IT Wallet.

In prospettiva, la vera domanda non è più se dotarsi di un’identità digitale, ma quale strumento utilizzare nella vita quotidiana. Tra assenza di canoni, maggiore sicurezza e integrazione con le piattaforme pubbliche, la Carta d’Identità Elettronica sembra destinata a giocare un ruolo sempre più centrale, mentre lo SPID continuerà a esistere, ma con un peso probabilmente minore rispetto al passato.

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