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L'INIZIATIVA

Da Castellamonte all’Ucraina, il furgone blindato che mette al sicuro gli aiuti di La Memoria Viva

Nuovo mezzo protetto per il trasporto di aiuti umanitari. L’associazione canavesana supera le 70 missioni

Da Castellamonte all’Ucraina, il furgone blindato che mette al sicuro gli aiuti di La Memoria Viva

Un’idea nata durante una missione nel dicembre scorso è diventata, in meno di un mese, uno strumento operativo salvavita. L’associazione "La Memoria Viva" di Castellamonte ha messo ufficialmente su strada un furgone blindato destinato al trasporto di aiuti umanitari in Ucraina. Il mezzo, progettato per proteggere volontari e carichi preziosi dai rischi costanti del conflitto, ha già raggiunto il varco di Medyka, al confine polacco, segnando un salto di qualità logistico per la realtà canavesana.

La scelta di un veicolo protetto non è casuale ma figlia di un’esperienza maturata sul campo in oltre millequattrocento giorni di attività. Dall'inizio dell’invasione russa, l’associazione ha coordinato oltre 70 missioni, consegnando quasi 2.000 tonnellate di beni essenziali e trasferendo sul posto 15 ambulanze, 17 fuoristrada e uno scuolabus. Numeri imponenti che includono anche l'evacuazione di 1.490 persone e il supporto medico in Italia per i casi più gravi.

Determinante per il successo di questa ultima operazione è stata la sinergia con Andrea Alesiani e l’associazione "Liberi e oltre le illusioni". Un sodalizio nato sotto i bombardamenti di Kharkiv che ha permesso di ottimizzare la raccolta fondi e la complessa logistica dei convogli, lavorando senza sosta anche durante le festività. Sul territorio locale, l'impegno è stato sostenuto da iniziative di comunità come il "Consolato di Babbo Natale" a Castellamonte, capace di unire il coinvolgimento dei cittadini al sostegno diretto delle missioni.

Per i volontari della Memoria Viva, la solidarietà non è una forma di eroismo ma una responsabilità quotidiana che si declina tra la periferia nord di Torino e il confine ucraino. L’impiego del mezzo blindato rappresenta oggi la garanzia di poter continuare a operare con rapidità e prudenza laddove il bisogno è più urgente, trasformando la memoria civile in un'azione concreta che non conosce sosta.

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