l'editoriale
Cerca
I numeri
15 Gennaio 2026 - 14:10
Il recente rapporto statistico dell'American Cancer Society evidenzia un traguardo storico per l'oncologia mondiale: il numero di persone che sopravvivono a una diagnosi di tumore sta crescendo a ritmi senza precedenti. Attualmente, il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi ha raggiunto una media del 70%. Si tratta di un balzo significativo rispetto al 1971, anno dell'approvazione del National Cancer Act, la legge americana che ha potenziato e intensificato la ricerca e il controllo del cancro, quando solo la metà dei pazienti riusciva a superare la soglia dei cinque anni.
Secondo William Dahut, direttore scientifico dell'American Cancer Society, il merito principale di questo miglioramento risiede innanzitutto nella drastica riduzione del consumo di tabacco. Dahut osserva come negli anni '60 quasi la metà dei pazienti oncologici fosse composta da fumatori o ex fumatori, mentre oggi la percentuale di tabagisti negli Stati Uniti è crollata dal 44% all'11%.
Oltre alla prevenzione primaria, gli esperti attribuiscono gran parte del merito alla diagnosi precoce. L'ampia diffusione di strumenti di screening — come la mammografia per il seno, il Pap test e l'HPV-DNA test per la cervice, la ricerca del sangue occulto per il colon-retto, la TAC spirale per il polmone e il test del PSA per la prostata — permette di individuare le neoplasie ai primi stadi. Questo non solo aumenta le probabilità di guarigione, ma consente anche l'impiego di trattamenti molto meno invasivi.
Dahut sottolinea inoltre come i progressi siano evidenti anche nelle fasi più critiche: la sopravvivenza per i pazienti con cancro in stadio metastatico è raddoppiata grazie all'introduzione di nuove terapie. Lo scienziato ribadisce che questi successi, che permettono di cronicizzare la malattia o guarirla definitivamente, sono il frutto diretto degli investimenti pubblici e privati nella ricerca scientifica degli ultimi cinquant'anni, avvertendo che interrompere tali finanziamenti proprio ora sarebbe un grave errore.
Il rapporto esprime forte preoccupazione per le recenti manovre politiche dell'amministrazione Trump. Gli esperti dell'American Cancer Society denunciano un livello di interruzione degli investimenti pubblici senza precedenti nel corso del 2025. Nello specifico, viene evidenziata la sospensione di sovvenzioni cruciali, la minaccia di tagli al bilancio dei National Institutes of Health (NIH) e il tentativo di ridurre i costi indiretti necessari al sostegno delle infrastrutture di ricerca.
I dati mostrano progressi specifici in alcune patologie: la sopravvivenza per la malattia metastatica è passata dal 2% al 10%, quella per il mieloma multiplo (tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo) è quasi raddoppiata salendo dal 32% degli anni '90 al 62% attuale. I risultati più consistenti si sono registrati nei tumori al seno, colon e prostata, dove la combinazione tra screening e nuovi farmaci ha dato straordinari risultati.
In Italia, i risultati sono altrettanto incoraggianti. Massimo Di Maio, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), afferma che i successi ottenuti negli Stati Uniti sono assolutamente sovrapponibili a quelli italiani. Egli evidenzia come nel nostro Paese la sopravvivenza sia addirittura migliore rispetto alla media europea, con un calo dei decessi per cancro pari al 9% nell'ultimo decennio.
Di Maio attribuisce questi traguardi all'efficacia delle campagne di prevenzione, degli screening e all'introduzione di terapie d'avanguardia come la target therapy e l'immunoterapia. Tuttavia, il presidente dell'Aiom avverte che la tenuta di questo sistema, sorretto dal Servizio Sanitario Nazionale, è messa a rischio da una crisi di risorse e personale. Egli lamenta come l'Italia sia tra i Paesi europei che investono meno nella ricerca scientifica e sollecita l'erogazione dei fondi necessari per garantire la continuità delle cure migliori per tutti.
Nonostante i progressi clinici, il numero di nuove diagnosi in Italia rimane stabile (circa 390.000 casi nel 2025). Di Maio ricorda che un tumore su tre sarebbe evitabile attraverso stili di vita più sani. I dati attuali indicano che una fetta consistente della popolazione italiana adulta è ancora esposta a fattori di rischio: il 24% fuma, il 33% è in sovrappeso, il 58% consuma alcol e il 27% conduce una vita sedentaria.
In conclusione, il presidente dell'Aiom esorta a un impegno collettivo sulla prevenzione, sia per ridurre il numero di malati che per alleggerire il carico sugli ospedali.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Massimo Massano
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..