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21 Gennaio 2026 - 21:25
Immagine di repertorio
L’introduzione di un canone annuale di sei euro per l’utilizzo dello Spid gestito da Poste Italiane ha riaperto il confronto sul futuro dell’identità digitale in Italia. Dal 1° gennaio 2026, l’accesso ai servizi che espongono il logo Spid tramite Poste non sarà più gratuito, coinvolgendo una platea ampia: il gruppo gestisce infatti oltre il 70% degli Spid attivi, pari a circa 30 milioni di utenti.
Perché la Cie diventa un’alternativa concreta
In questo scenario, è prevedibile un progressivo spostamento verso la Carta d’identità elettronica (Cie). A differenza dello Spid, la Cie è un sistema gratuito, centralizzato e gestito direttamente dallo Stato, non da operatori privati. Questo aspetto garantisce uniformità di gestione, maggiore controllo sulla sicurezza e interoperabilità a livello europeo.
La questione si lega anche agli obiettivi del Pnrr, che punta a raggiungere entro il 2026 il 70% dei cittadini dotati di identità digitale, come previsto dalla strategia “Italia Digitale 2026”.
La Cie non è solo uno strumento di accesso ai servizi online. Tra le sue funzioni aggiuntive ci sono:
la firma digitale dei documenti tramite CieSign;
l’autenticazione fisica grazie al chip Nfc integrato.
Proprio la presenza di un documento fisico con microchip e dati biometrici rende la Cie più difficile da clonare rispetto a sistemi basati esclusivamente su credenziali digitali.
Come attivare la Cie per l’accesso ai servizi
Per utilizzare la Carta d’identità elettronica come identità digitale è necessario:
essere in possesso della Cie;
installare l’app Cie Id sullo smartphone, dotato di tecnologia Nfc;
seguire la procedura guidata di attivazione.
Sono previsti tre livelli di autenticazione:
Livello 1: accesso con username e password;
Livello 2: username, password e codice Otp o Qr Code;
Livello 3: livello massimo di sicurezza, con lettura del chip Nfc e inserimento del Pin della Cie.
La necessità di una presenza fisica della carta per l’autenticazione rafforza il livello di sicurezza. Resta però il tema della cybersicurezza legato alla possibile concentrazione su un unico sistema nazionale di identità digitale, che potrebbe diventare un obiettivo sensibile in caso di attacchi informatici.
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