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Il caso
24 Gennaio 2026 - 11:40
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto diverse novità che promettono stipendi più pesanti per milioni di italiani. Tuttavia, chi si aspetta di trovare gli aumenti già nella busta paga di gennaio potrebbe rimanere deluso. Non si tratta di una cancellazione dei benefici, ma di un intoppo tecnico che sta interessando le aziende di tutta Italia.
Il cuore della questione è burocratico. Per applicare le nuove tasse e i nuovi sgravi, i software che calcolano le buste paga devono essere aggiornati e per farlo le software house e i consulenti del lavoro hanno bisogno delle istruzioni operative ufficiali dall'Agenzia delle Entrate e dall'INPS.
Ad oggi, queste circolari non sono ancora state pubblicate e senza indicazioni certe, il rischio di commettere errori nel calcolo delle tasse è altissimo, con il pericolo di sanzioni per le imprese. Per questo motivo, AssoSoftware (l'associazione che riunisce i produttori di programmi gestionali) ha suggerito prudenza: meglio pagare con le vecchie regole piuttosto che sbagliare i calcoli.
Le misure in attesa di chiarimenti tecnici sono diverse e toccano vari profili di lavoratori. Tra queste la detassazione dei rinnovi contrattuali, l'imposta ridotta al 5% sugli aumenti per chi guadagna fino a 33.000 euro; gli straordinari e i notturni con la tassazione agevolata al 15% per redditi fino a 40.000 euro; la riforma Irpef e le novità che interessano soprattutto la fascia di reddito sopra i 28.000 euro; il bonus mamme e i premi di risultato.
I datori di lavoro hanno davanti a sé due strade principali: l'applicazione delle vecchie regole e lo stipendio di gennaio pagato esattamente come quello di dicembre 2025, per poi effettuare un conguaglio, una volta arrivate le circolari, volto a restituire in una volta sola tutti gli arretrati spettanti, o emettere la busta paga di gennaio con qualche giorno di ritardo nel tentativo di integrare le novità all'ultimo minuto.
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