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Carnevale, perché si festeggia: storia e significato della ricorrenza

Dalle tradizioni cristiane ai riti dell’antica Roma

Carnevale, perché si festeggia: storia e significato della ricorrenza

Il Carnevale è una delle feste più popolari e colorate dell’anno, ma affonda le sue radici in una storia molto antica. Si tratta di una ricorrenza di origine cristiana, legata al periodo che precede la Quaresima, fase dell’anno caratterizzata dal digiuno e dalla rinuncia.

Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, che significa “eliminare la carne”. In passato, infatti, la festa segnava l’ultimo momento in cui era consentito consumare carne prima dell’inizio della Quaresima, che prende avvio con il Mercoledì delle Ceneri.

Per tradizione, il periodo di Carnevale si colloca tra l’Epifania e il martedì grasso, il giorno che precede le Ceneri. Il nome “Carnevale”, però, compare solo a partire dalla fine del XIII secolo, anche se la celebrazione era già diffusa da secoli.

Le origini della festa risalgono almeno all’VIII secolo d.C. e affondano le radici nei Saturnali romani, antiche festività durante le quali venivano temporaneamente sovvertite le gerarchie sociali. In quei giorni era consentito mascherarsi, cambiare ruolo e rompere le regole quotidiane: da qui nasce la tradizione delle maschere, simbolo di libertà e anonimato.

Il momento culminante del Carnevale è il martedì grasso, storicamente dedicato ai banchetti e ai dolci, prima dell’inizio dei 40 giorni di Quaresima che conducono alla Pasqua. Una giornata che rappresentava l’ultimo eccesso prima del periodo di penitenza.


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