Vivere bene non significa solo avere un bel panorama sotto casa. Servizi efficienti, opportunità di lavoro, trasporti, offerta culturale e, soprattutto, sostenibilità economica fanno la differenza tra una città desiderabile e una che mette a dura prova chi la abita ogni giorno. Ed è proprio sul fronte dei costi che molte metropoli, pur affascinanti, diventano difficili da sostenere.
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A fotografare questa realtà è l’indice annuale di Numbeo, uno dei più grandi database collaborativi al mondo, che analizza qualità e costo della vita nelle città globali tenendo conto di affitti, spesa quotidiana, ristorazione e potere d’acquisto locale.
Dal punto di vista qualitativo, il primato spetta a L’Aia, che si distingue per equilibrio tra servizi, sicurezza, ambiente e benessere generale. Una città modello, ideale per chi cerca stabilità e serenità. In Italia, invece, la palma di città con la migliore qualità della vita va a Trieste, apprezzata per vivibilità, dimensioni contenute e buon funzionamento dei servizi.
Quando però si passa al portafoglio, la classifica cambia radicalmente. La Svizzera domina incontrastata la graduatoria delle città più care al mondo, occupando tutte le prime posizioni. In testa c’è Zurigo, seguita da Ginevra, Basilea, Losanna, Lugano e Berna. Quest’ultima risulta particolarmente costosa sul fronte della ristorazione, mentre Zurigo spicca per i prezzi elevatissimi degli affitti.
Subito dopo il blocco svizzero compare New York: “solo” sesta in classifica generale, ma con un indice degli affitti che tocca quota 100, nettamente superiore a quello di Zurigo, fermo a 70,6. Completano la top ten Reykjavik, Honolulu e San Francisco, città dove il costo della vita è diventato un vero ostacolo per residenti e lavoratori.
La prima città italiana che compare nella graduatoria mondiale è Milano, al 76° posto, confermandosi la più cara del Paese. Dopo il capoluogo lombardo seguono Firenze e Brescia, mentre Roma si colloca più indietro, al nono posto nella classifica nazionale.
Milano detiene il primato italiano per l’indice degli affitti (41,4), nettamente superiore a quello di città come Roma (34,9), Firenze (31,0) e soprattutto Catania (14,6). Anche mangiare fuori pesa di più: il capoluogo lombardo è al primo posto per prezzi dei ristoranti. Roma, però, offre un potere d’acquisto locale superiore del 14% rispetto a Milano. Tradotto in cifre: per mantenere a Roma lo stesso tenore di vita garantito da 1.500 euro a Milano, ne basterebbero circa 1.256 euro.
All’estremo opposto della classifica italiana si trova Catania, che registra l’indice del costo della vita più basso, pari a 51,9: quasi il 30% in meno rispetto a Milano. Il confronto è eloquente: per vivere come a Milano con 1.500 euro al mese, a Catania ne sarebbero sufficienti circa 886 euro. Gli affitti, in particolare, costano mediamente il 65,6% in meno.
I dati Numbeo raccontano una verità ormai evidente: scegliere dove vivere significa trovare un equilibrio delicato tra qualità della vita e sostenibilità economica. Le città più dinamiche e ricche di opportunità sono spesso anche le più costose.