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Quando Google Maps non basta: le città europee dove perdersi è (quasi) garantito

Tra piazze monumentali, musei infiniti e vicoli labirintici, ecco le mete più affascinanti d’Europa in cui l’orientamento mette alla prova anche i viaggiatori più esperti

Quando Google Maps non basta: le città europee dove perdersi è (quasi) garantito

Piazza San Pietro

Esplorare una città sconosciuta è uno dei piaceri più autentici del viaggio: si cammina senza fretta, si scoprono angoli nascosti, si respira la vita locale. Ma tra segnaletica poco chiara, connessioni internet ballerine e flussi continui di visitatori, anche l’esploratore più attento può ritrovarsi disorientato. In alcune destinazioni europee, perdersi non è un’eventualità: è parte dell’esperienza.

Un’analisi condotta dagli esperti di viaggio di SIXT su 50 tra i luoghi di interesse più visitati d’Europa ha messo in luce quali sono le attrazioni dove i turisti internazionali smarriscono più spesso la bussola, reale o digitale. A incidere non sono solo le dimensioni o la complessità dei siti, ma anche fattori pratici come il traffico, l’accessibilità e la qualità della connessione mobile.

In cima alla classifica spicca il Bastione dei Pescatori, uno dei simboli di Budapest. Arroccato sulla collina di Buda e affacciato sul Danubio, questo capolavoro neogotico sembra uscito da una fiaba. Raggiungerlo, però, può trasformarsi in una piccola odissea: le strade circostanti sono spesso congestionate e non sempre intuitive, soprattutto per chi si muove in auto.

Subito dopo troviamo Istanbul, che conquista ben due posizioni nella top three. La Moschea Blu, con le sue celebri cupole e i minareti slanciati, è affascinante quanto complessa da raggiungere nel caos urbano della città. Poco distante, anche Santa Sofia mette alla prova il senso dell’orientamento dei visitatori: qui, più che la viabilità, è la scarsa velocità di download a far perdere la strada a chi si affida esclusivamente allo smartphone.

Proseguendo nella classifica, Parigi entra in scena con il Museo del Louvre. Le sue dimensioni monumentali e la disposizione articolata delle sale possono confondere anche i visitatori più organizzati: orientarsi senza una mappa (o un piano preciso) è tutt’altro che semplice.

Budapest ricompare con il Castello di Buda, un complesso storico che nasconde una fitta rete di grotte e passaggi sotterranei, mentre Londra fa segnare più presenze con l’area di Big Ben e del Parlamento, la Torre di Londra e Buckingham Palace, tutte zone dove traffico e percorsi non sempre lineari mettono in difficoltà chi arriva per la prima volta.

Chiudono la lista due luoghi iconici ma insidiosi: piazza San Pietro, in Vaticano, dove le dimensioni della piazza e il continuo via vai di persone possono disorientare, e la Piazza della Città Vecchia di Praga, un intreccio di stradine acciottolate che sembra fatto apposta per far perdere il senso della direzione.

Se da un lato queste mete possono mettere alla prova la pazienza dei viaggiatori, dall’altro ricordano una verità semplice: perdersi, a volte, significa anche scoprire qualcosa di inatteso. Un vicolo tranquillo, una vista improvvisa, un bar frequentato solo da locali. In fondo, anche smarrire la strada può essere un modo per trovare il lato più autentico di una città.

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