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La truffa
03 Febbraio 2026 - 18:00
Tutto inizia con un'email o un messaggio da un contatto che conosciamo bene. L'indirizzo è quello reale, la persona è un amico o un collega che si rivolge a noi in tono colloquiale proprio come si aspetteremmo da una persona che conosciamo bene: "Ciao, come va? Ho bisogno di un favore".
Una volta ottenuta l'attenzione, l'impostore alza la posta. Racconta di una diagnosi improvvisa, di un ricovero o di un'urgenza medica. La richiesta di discrezione ("Per favore, non dirlo a nessuno") serve a isolare la vittima e a impedire che faccia domande in giro, rendendo il racconto più intimo e credibile.
Il fulcro della truffa è la richiesta di denaro, inviato rigorosamente tramite bonifico istantaneo (quindi non revocabile), giustificata da spese mediche urgenti. I dettagli sono precisi, vengono forniti codici fiscali e nomi per apparire professionali.
I segnali d'allarme sono inequivocabili: il mittente usa scuse per non parlare al telefono ("Sono in ospedale, non posso parlare") e ha molta fretta, strategia utilizzata per impedire alla vittima di riflettere.
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