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Curiosità
04 Febbraio 2026 - 21:25
La storia di Cortina d'Ampezzo come icona mondiale dello sci non è iniziata con il boom degli anni '50, ma affonda le radici in un'epoca di sogni spezzati. Mentre oggi l'Italia si prepara a vivere l'emozione di Milano Cortina 2026, è affascinante scoprire che quella gloria fu, in realtà, un risarcimento della storia: la città avrebbe dovuto ospitare le Olimpiadi già nel 1944.
Nel giugno del 1939, il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, scelse Cortina per la V edizione dei Giochi Invernali, preferendola a rivali come Montreal e Oslo. L’Italia di allora vedeva nell’evento la vetrina perfetta per mostrare al mondo la propria modernità. Tuttavia, l’invasione della Polonia pochi mesi dopo segnò l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante l'orrore del conflitto, il CONI cercò di mantenere vivi i preparativi fino al 1941, sperando in una "guerra lampo" che permettesse di celebrare i Giochi ma il sogno si spense definitivamente nel 1944, l'anno in cui la fiamma avrebbe dovuto brillare tra le Tofane.
L'aspetto più suggestivo di questa "Olimpiade fantasma" è ciò che ha lasciato sul territorio. Molti impianti che ammiriamo oggi sono figli di progetti nati negli anni '30. É questo il caso del Trampolino "Italia" situato a Zuel e simbolo di Cortina. Sebbene la struttura iconica sia legata ai Giochi del 1956, il sito era già stato scelto e preparato per il 1944. Era destinato a essere uno dei più moderni al mondo già allora.
La Pista di Bob "Eugenio Monti" esisteva dal 1923, ma i potenziamenti d'avanguardia previsti per il '44 ne disegnarono il destino.
Le cronache dell'epoca (conservate negli archivi dell'Istituto Luce) rivelano che per il 1944 si stavano già studiando soluzioni innovative per la gestione del ghiaccio e la resistenza dei materiali al gelo estremo.
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