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Stasera un “incontro ravvicinato” nello spazio: ecco a che ora passa l’asteroide 2026CC vicino alla Terra

Alle 21:05 il flyby a oltre 600 mila chilometri: nessun rischio, ma dimensioni e velocità impressionano

Stasera un “incontro ravvicinato” nello spazio: ecco a che ora passa l’asteroide 2026CC vicino alla Terra

Un appuntamento celeste da segnare in agenda, anche se solo con gli occhi della curiosità. Questa sera, sabato 7 febbraio, alle 21:05 ora italiana, l’asteroide 2026CC sorvolerà la Terra compiendo un passaggio ravvicinato nello spazio. L’oggetto è stato scoperto appena due giorni fa, il 5 febbraio, da un sistema di sorveglianza automatizzato della NASA.

Secondo i dati diffusi, 2026CC ha un diametro stimato tra i 24 e i 55 metri e viaggerà a una velocità di circa 36.000 chilometri orari, pari a 10 chilometri al secondo. Un “sasso spaziale” di dimensioni tutt’altro che trascurabili, ma che non rappresenta alcun pericolo per il nostro pianeta.

Quanto sarà vicino (e perché non dobbiamo preoccuparci)

Il passaggio avverrà a una distanza di circa 610.000 chilometri dalla Terra, poco più di una volta e mezza la distanza media che ci separa dalla Luna. In termini astronomici si tratta di un sorvolo ravvicinato, ma ampiamente sicuro.

A intercettare per primo l’asteroide è stato il SynTrack Robotic Telescope del Jet Propulsion Laboratory, un sistema robotizzato che scandaglia costantemente il cielo alla ricerca di oggetti potenzialmente pericolosi.

Le stime sul diametro di 2026CC coincidono tra le principali istituzioni scientifiche. Il Near-Earth Objects Coordination Centre dell’ESA parla di dimensioni comprese tra 24 e 50 metri, mentre il centro studi del JPL indica un intervallo tra 25 e 55 metri.

Se l’asteroide fosse al limite superiore di queste stime, rientrerebbe nella categoria dei cosiddetti “killer di città”, oggetti che, in caso di impatto, potrebbero causare distruzioni su vasta scala. Ma non è questo il caso: la traiettoria di 2026CC è ben nota e non punta verso la Terra.

Eventi come questo ricordano perché le agenzie spaziali investono nella difesa planetaria. Oggetti di queste dimensioni vengono spesso scoperti con poco anticipo e, se diretti verso il nostro pianeta, lascerebbero margini di intervento molto ridotti. Progetti come la missione DART della NASA nascono proprio per studiare tecniche di deviazione degli asteroidi.

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