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Curiosità
08 Febbraio 2026 - 17:00
Quando ci infiliamo gli sci, spesso ci concentriamo solo sulla neve, la velocità e il divertimento. Ma pochi si chiedono cosa renda possibile ogni discesa perfetta. Gli sci moderni non sono semplici pezzi di legno: sono il risultato di un complesso equilibrio tra materiali, geometrie e design. Dietro la loro apparente leggerezza si nasconde una vera e propria architettura a strati, progettata per combinare resistenza, flessibilità e stabilità.
Al centro di ogni sci troviamo il cuore in legno lamellare, la base su cui poggiano tutti gli altri componenti. Legni come faggio e frassino offrono rigidità e precisione ad alta velocità, mentre il pioppo, più leggero, è ideale per lo scialpinismo, dove conta il peso ridotto.
Intorno al cuore di legno si trovano strati di rinforzo, tra cui leghe metalliche come il Titanal, che conferiscono rigidità torsionale, e fibre composite come la fibra di vetro per una flessione progressiva e la fibra di carbonio per rendere lo sci più reattivo e leggero. A contatto diretto con la neve, la soletta in polietilene P-Tex trattiene la sciolina, riducendo l’attrito e ottimizzando la scorrevolezza. Ai lati, le lamine in acciaio garantiscono presa e controllo anche sulle superfici ghiacciate.
Un’altra caratteristica fondamentale è la sciancratura, la forma a clessidra dello sci. La punta e la coda più larghe rispetto al centro permettono allo sci di seguire le curve in modo fluido e controllato, seguendo il cosiddetto raggio di sciancratura. Sci da slalom avranno un raggio corto per curve rapide, mentre sci da discesa libera prediligeranno un raggio lungo per maggiore stabilità a velocità elevate.
Anche il profilo laterale influisce sulle prestazioni: il Camber tradizionale mantiene il centro sollevato a terra, fungendo da molla che distribuisce il peso in modo uniforme e assicura spigoli stabili, mentre il Rocker, con la punta o la coda rialzata, facilita la maneggevolezza in neve fresca, aiutando lo sci a galleggiare senza perdere grip quando inclinato.
Il topsheet, lo strato superiore, protegge la struttura interna da urti, umidità e raggi UV, mentre la zona rinforzata sotto gli attacchi trasmette la forza dello sciatore senza compromettere la flessione dello sci. Gli attacchi svolgono anche un ruolo cruciale nella sicurezza, sganciando in caso di caduta per proteggere ginocchia e arti inferiori.
Le differenze costruttive spiegano perché esistano sci progettati per scopi specifici: gli sci da pista privilegiano precisione e presa sugli spigoli, i freeride puntano su larghezza e rocker per galleggiare nella neve fresca, mentre gli sci da scialpinismo sacrificano parte della stabilità per ridurre il peso e facilitare le salite.
Dalla superficie liscia che scivola sulla neve fino agli strati interni più sofisticati, ogni sci è il frutto di anni di ingegneria e innovazione. La prossima volta che scenderete lungo una pista, ricordate: sotto i vostri piedi c’è molto più di quanto sembri.
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