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15 Febbraio 2026 - 09:20
Alessandra Vincon è stata aggredita e rapinata nel suo negozio
Il 15 giugno 2024 è stato un giorno che ha segnato profondamente la quotidianità di Alessandra Vincon, titolare del negozio di antiquariato “Folies Antiques” in via Barbaroux, in centro. Quel pomeriggio un 58enne italiano l’aveva rapinata, legandola e imbavagliandola, rubando 30mila euro tra gioielli e denaro contante. Quel rapinatore ora è finalmente in carcere, arrestato dai poliziotti della Squadra mobile di Torino dopo quasi due anni di indagini. L’uomo ha confessato nei mesi scorsi la rapina commessa in via Barbaroux, dopo essere stato fermato per altri reati dalla polizia ferroviaria della stazione di Mestre (in provincia di Venezia). «Ricordare quel giorno è per me una ferita che si riapre - le parole di Alessandra Vincon - perché la mia vita non è più la stessa». La donna, da 36 anni lavora al negozio d’antiquariato nel centro città. Ma molte cose sono cambiate, dopo quel pomeriggio da incubo. «Adesso non entrano più di due persone alla volta in negozio, sono diventata diffidente con i clienti e con la gente in generale. Prima ero molto più espansiva, ora non mi fido più. E spesso abbasso le serrande, mi spiace molto perché anche quando chiudevo lasciavo che i passanti vedessero gli oggetti che ho in mostra».
Un rapinatore elegante, il 58enne che si era portato via in quel caldo pomeriggio di giugno un cofanetto contenente monili e oggetti di gioielleria per un valore complessivo di circa 20mila euro, più 8mila euro in contanti. Prima però aveva terrorizzato Alessandra Vincon, puntandole il coltello alla gola, afferrandola per le braccia per trascinarla sul retro della sua attività commerciale. Dove le aveva legato i polsi e le caviglie con il nastro adesivo, coprendole anche la bocca. In precedenza, si era finto cliente. Ed era venuto persino il giorno precedente alla rapina, dicendosi interessato ad acquistare alcuni oggetti. «Lo ricordo benissimo: indossava una giacca blu e una camicia bianca, aveva la barba ben rasata. Un signore impeccabile. Quando gli avevo chiesto come volesse pagare - dice la titolare - mi aveva puntato il coltello alla gola ed era diventato una belva. E’ proprio vero che l’abito non fa il monaco».
Il “bandito elegante” è stato incastrato dai poliziotti attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e tramite alcune fotografie, confessando nel settembre scorso la rapina di via Barbaroux. La titolare è rimasta segnata da quel giorno, ma non ha mai pensato di lasciare: «Non smetto di lavorare, se lo facessi vorrebbe dire che hanno vinto i ladri e non voglio che accada». Le cose, però, non sono cambiate molto dal punto di vista della sicurezza: «Continuano ad essere commessi furti e spaccate nei negozi in questa zona - ha detto la titolare del negozio di antiquariato - spesso con l’utilizzo dei sampietrini. Il centro di Torino non è sicuro per chi ci lavora. Ed è un peccato perché noi commercianti facciamo del nostro meglio. Io ho fatto anche dipingere la serranda, perché si veda un po’ di colore quando è abbassata. Ma nonostante i nostri sforzi, la situazione non migliora».
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