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Olimpiadi
11 Febbraio 2026 - 19:50
Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina non si parla solo di gare, medaglie e cerimonie. C’è un altro fenomeno che sta conquistando atleti, volontari e tifosi: la “pin mania”, la corsa alle spille ufficiali dei Giochi.
Piccole, colorate, decorate con simboli nazionali o richiami all’evento, le spille olimpiche sono diventate un vero oggetto di culto. Si scambiano davanti agli impianti sportivi, si cercano negli stand dedicati e si rivendono online in pochi minuti.
Le spille olimpiche non sono una novità. Le prime risalgono all’Ottocento: all’epoca erano semplici gettoni di cartone, utilizzati per identificare l’appartenenza a una delegazione. Oggi, invece, sono accessori curati nei dettagli, spesso personalizzati con animali simbolo o elementi iconici dei Paesi partecipanti.
Nel tempo hanno perso la funzione puramente pratica per trasformarsi in pezzi da collezione. E come ogni oggetto raro, più è difficile trovarle, più crescono valore e desiderabilità.
Le più ambite? Quelle delle delegazioni meno numerose, prodotte in quantità limitata e quindi più difficili da reperire.
Dove si trovano e quanto valgono
Durante i Giochi è attivo l’Official Olympic Pin Trading Center, uno spazio pensato proprio per lo scambio tra appassionati. Qui si incontrano collezionisti, curiosi e semplici tifosi alla ricerca della spilla “perfetta”.
Chi non riesce a trovarla dal vivo si affida agli e-commerce second hand. I prezzi variano molto: si parte da pochi euro e si può superare quota 400 per i modelli più rari.
Perché tutti le vogliono
Le spille non sono solo un souvenir. Sono diventate uno status symbol olimpico: dimostrano di esserci stati, di aver vissuto l’evento o di farne parte. Si appuntano su giacche, zaini e gilet, trasformandosi in un dettaglio di stile.
C’è poi chi le acquista con un’ottica più strategica, sperando in una futura rivalutazione economica.
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