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Martedì grasso 2026 perché si festeggia, ecco da dove deriva il nome

Scopri perché la data del Carnevale cambia ogni anno e quali sono le tradizioni che chiudono la festa prima della Quaresima

Martedì grasso 2026 perché si festeggia, ecco da dove deriva il nome

Il Martedì Grasso rappresenta l’apice e, allo stesso tempo, l'atto finale delle celebrazioni del Carnevale. È una giornata di allegria, maschere e sfilate di carri allegorici che coinvolge l'Italia e il mondo intero. Ma oltre al divertimento, questa data segna un fondamentale passaggio liturgico: è l'ultimo giorno utile per i festeggiamenti prima del Mercoledì delle Ceneri, che dà ufficialmente il via alla Quaresima, il periodo di quaranta giorni di penitenza e riflessione verso la Pasqua.

Nel 2026, il Martedì Grasso cadrà il 17 febbraio. Trattandosi di una festa mobile, la sua data cambia ogni anno poiché dipende direttamente dalla Pasqua (fissata per il 5 aprile 2026). Il calcolo segue i cicli lunari: la Pasqua si celebra la prima domenica successiva alla prima luna piena dopo l'equinozio di primavera. Una volta stabilita questa data, si contano a ritroso i giorni necessari per individuare l'inizio della Quaresima e, di conseguenza, la fine del Carnevale. Un'eccezione celebre è rappresentata dal Rito Ambrosiano, tipico di Milano, dove il Carnevale si allunga di quattro giorni terminando con il Sabato Grasso (il 21 febbraio 2026), in onore di una tradizione legata al patrono Sant'Ambrogio.

Il termine "Grasso" ha radici pratiche e religiose. Derivato dal latino Martis dies (giorno di Marte), l'aggettivo si riferisce all'antica consuetudine di consumare tutti i cibi prelibati e grassi rimasti in dispensa, come carne, strutto e dolci, prima del rigido digiuno quaresimale. Questo ha dato vita a una tradizione gastronomica ricchissima che varia da regione a regione.

A tavola, il Martedì Grasso è l'apoteosi dell'opulenza. Tra i piatti salati spiccano le Lasagne napoletane, i panzerotti pugliesi e i fagioli con le cotiche. Ma i veri protagonisti sono i dolci fritti, i cui nomi cambiano lungo la penisola: le Chiacchiere (chiamate anche Frappe, Bugie o Galani) e le Castagnole. Questi dolci, croccanti o morbidi, rappresentano l'ultimo peccato di gola prima della sobrietà pasquale, chiudendo in bellezza un periodo di pura spensieratezza.

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