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Rosso di sera, azzurro su Marte: l’incredibile spettacolo dei tramonti marziani

Mentre la Terra si accende di fuoco, il Pianeta Rosso sfida le nostre abitudini con un alone ceruleo. Ecco la fisica che si cela dietro le immagini della NASA

Rosso di sera, azzurro su Marte: l’incredibile spettacolo dei tramonti marziani

Dimenticate le sfumature infuocate che accendono i nostri orizzonti terrestri. Se un giorno vi trovaste a passeggiare tra le dune del Pianeta Rosso, l’ora del crepuscolo vi regalerebbe uno spettacolo quasi alieno nella sua bellezza: un tramonto blu.

Non si tratta di un’illusione ottica né di un filtro applicato dai tecnici della NASA per scopi estetici. È una realtà fisica, catturata per la prima volta in modo iconico dal Rover Spirit nel 2005 e confermata negli anni dai suoi "eredi" Curiosity e Perseverance. Mentre sulla Terra il cielo si infiamma di rosso, su Marte accade l’esatto opposto.

Per capire questo fenomeno dobbiamo guardare alla composizione dell’atmosfera marziana. Se qui da noi l'aria è pulita e composta da gas che disperdono la luce secondo il cosiddetto Scattering di Rayleigh, su Marte la scena è dominata da una polvere finissima, ricca di ossidi di ferro, perennemente sospesa.

Ecco le differenze principali nel comportamento della luce:

  • sulla Terra le molecole d'aria deviano la luce blu in ogni direzione (rendendo il cielo azzurro di giorno). Al tramonto, la luce deve attraversare uno strato d'aria così spesso che il blu viene "disperso" via, lasciando passare solo il rosso

  • su Marte le particelle di polvere sono di dimensioni tali da agire in modo selettivo. Esse bloccano le frequenze calde, ma permettono alla luce blu di passare più facilmente attraverso il filtro atmosferico, concentrandola proprio attorno al disco solare

Il risultato visivo è paradossale. Durante il giorno, il cielo marziano appare di un colore ocra o aranciato, proprio perché la polvere riflette le tonalità della ruggine. Tuttavia, quando il Sole si abbassa verso l'orizzonte, la luce attraversa una colonna di polvere molto più densa. In quel momento, la componente blu riesce a "bucare" lo strato di pulviscolo con maggiore efficacia rispetto alle altre lunghezze d'onda.

Il Jet Propulsion Laboratory (JPL) ha spiegato che questo effetto crea una sorta di alone ceruleo che circonda il Sole, mentre il resto del panorama rimane immerso nei toni cupi della terra bruciata. È un'inversione cromatica affascinante: un pianeta rosso con un tramonto blu, contrapposto a un pianeta azzurro (il nostro) con un tramonto rosso.

Queste immagini non sono solo cartoline suggestive dallo spazio profondo, ma sono dati preziosi che permettono agli scienziati di studiare la dimensione delle particelle di aerosol e la stratificazione dell'atmosfera marziana, elementi fondamentali per pianificare le future missioni umane.

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