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la giornata mondiale
19 Febbraio 2026 - 09:00
Il 19 febbraio ricorre la Giornata mondiale delle Balene, istituita nel 1980 per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tutela dei grandi cetacei. Un appuntamento che, anno dopo anno, porta con sé numeri sempre più preoccupanti.
La balena è il più grande animale rimasto sul pianeta: fino a 20 metri di lunghezza, 100 anni di vita media, 27 chilometri orari di velocità e 26 minuti di apnea. Una creatura che da secoli affascina l'uomo, dalla letteratura scientifica di Aristotele fino a Moby Dick di Melville. Ma oggi quell'ammirazione non basta a proteggerla.
Le minacce sono molteplici e documentate. La caccia indiscriminata ha ridotto drasticamente le popolazioni nel corso dei secoli. Alcune nazioni non hanno mai firmato la moratoria internazionale sulla caccia ai cetacei, o l'hanno sistematicamente violata, spesso trincerandosi dietro presunte finalità di ricerca scientifica.
A questo si aggiungono nemici più recenti: l'inquinamento da plastica e microplastiche, il riscaldamento globale e l'uso sempre più massiccio di sonar militari e strumenti subacquei, le cui frequenze interferiscono con il sistema di orientamento e comunicazione dei cetacei. Disorientate, le balene perdono la rotta e si lasciano morire.
I dati sugli spiaggiamenti parlano chiaro. Solo nell'ultimo anno si sono registrati episodi lungo le coste del Nord America, della Gran Bretagna, della Francia atlantica e del Mediterraneo. In Australia e Tasmania sono morti oltre 500 esemplari. Una emergenza globale, silenziosa e in crescita.
Associazioni ambientaliste e ricercatori continuano a rivolgere appelli a governi e istituzioni. Ma il tempo stringe.
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