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Il caso
19 Febbraio 2026 - 10:45
A due mesi dall’intesa raggiunta il 29 dicembre scorso, tutto tace. L’accordo commerciale tra Lear e Fipa, passaggio decisivo per arrivare al progetto di reindustrializzazione del sito produttivo di Grugliasco, non è stato ancora firmato. E il silenzio che circonda la trattativa inizia a pesare come un macigno sui 374 lavoratori coinvolti.
Fim, Fiom e Uilm denunciano una situazione “non tollerabile” e chiedono “risposte e tempi certi per arrivare alla soluzione”. Dopo oltre due anni di vertenza sindacale, che ha visto il coinvolgimento diretto della Regione Piemonte e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (già Ministero dello Sviluppo economico), l’intesa di fine dicembre era stata salutata come un punto di svolta. Oggi, però, l’iter si è arenato. “Le due società, contattate, si trincerano dietro la riservatezza della trattativa e la superficiale dichiarazione ‘stiamo lavorando’”, spiegano i sindacati. Un assenza di comunicazioni ufficiali che sta alimentando incertezze tra i dipendenti.
Il nodo è l’accordo commerciale tra Lear e Fipa, tassello fondamentale per rendere operativo il piano che prevede il passaggio di una parte della forza lavoro. Dei 374 lavoratori attualmente impiegati da Lear a Grugliasco, 209 dovrebbero essere assunti da Fipa nell’ambito del progetto di reindustrializzazione. Senza la firma dell’intesa, però, il percorso resta sospeso.
Fim, Fiom e Uilm chiedono alle istituzioni di non abbassare la guardia. “Chiediamo alla Regione Piemonte e al Mimit di continuare a essere presenti e di farsi garanti della buona riuscita del progetto, intervenendo con determinazione nei confronti di Lear e Fipa”, affermano le organizzazioni sindacali. “Riteniamo di avere il diritto, insieme alla Rsu e ai lavoratori, di sapere quali siano i problemi che non consentono a oggi la firma del loro accordo commerciale”. Per questo motivo è stata inoltrata una richiesta urgente di incontro sindacale alle due società. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sui tempi e sugli eventuali ostacoli ancora da superare. “In assenza di risposte - avvertono i sindacati - siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie”.
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