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Giornata Nazionale del Braille: celebrare l’alfabeto che dà voce ai non vedenti

Ogni 21 febbraio l’Italia ricorda l’importanza del Braille, strumento di conoscenza, inclusione e autonomia per chi non vede

Giornata Nazionale del Braille: celebrare l’alfabeto che dà voce ai non vedenti

Il 21 febbraio celebriamo la Giornata Nazionale del Braille, un’occasione per ricordare l’importanza di un sistema che ha rivoluzionato la vita delle persone non vedenti. Nato dalla mente geniale del francese Louis Braille nel 1829, questo codice permette di leggere, scrivere e comunicare attraverso il tatto, aprendo un mondo di conoscenza a chi non può contare sulla vista.

Cos’è il Braille

Non è solo un insieme di puntini su un foglio: per chi li sfiora con le dita, quei punti diventano parole, storie, numeri e simboli. Il Braille non rappresenta una lingua, ma un mezzo universale per leggere e scrivere in più idiomi. Dalle lettere dell’alfabeto ai numeri, dalla punteggiatura ai simboli matematici e musicali, ogni cella Braille è un piccolo concentrato di informazioni.

Louis Braille, rimasto cieco all’età di tre anni, combinò diversi metodi di lettura tattile dell’epoca – tra cui il metodo Haüy e quello di Barbier – fino a creare un sistema pratico e universale. Oggi, il Braille è riconosciuto in tutto il mondo e rappresenta una pietra miliare per l’inclusione delle persone non vedenti.

Come funziona il sistema

Ogni simbolo Braille nasce da una cella composta da sei punti, disposti su due colonne e tre righe. I punti, numerati dall’1 al 6, hanno dimensioni ideali per essere percepiti distintamente al tatto: dall’alto a sinistra (punto 1) fino in basso a destra (punto 6). Con queste combinazioni è possibile creare 64 simboli diversi. Quando i segni da soli non bastano, il Braille si arricchisce di codici grafici per rappresentare simboli complessi.

Per risparmiare spazio, in alcune lingue si usa il Braille di grado 2, o “contratto”, dove un solo simbolo rappresenta intere parole o gruppi di lettere. Questo sistema non è ancora diffuso in Italia, ma in paesi anglofoni e francofoni è uno standard consolidato.

Braille e tecnologia: un futuro sempre più accessibile

L’innovazione ha spalancato nuove porte al Braille. Display Braille aggiornabili, scanner e software OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) trasformano i testi digitali o stampati in simboli tattili, aumentando l’autonomia dei non vedenti. Grazie a Internet, è possibile leggere giornali in tempo reale, partecipare a forum e condividere documenti, anche se i costi elevati e la mancanza di standard globali restano sfide aperte.

Perché il Braille è importante

Secondo l’OMS, nel mondo ci sono oltre 2 miliardi di persone con problemi visivi importanti, e più di un miliardo affronta condizioni di cecità evitabile. Il Braille non è solo un codice: è un diritto di accesso all’istruzione, alla cultura e alla libertà di espressione, come ribadito dall’ONU nella risoluzione che istituisce il World Braille Day.

In Italia, la Giornata Nazionale del Braille, celebrata il 21 febbraio, promuove la consapevolezza e la solidarietà verso le persone non vedenti, ricordando quanto sia fondamentale garantire a tutti l’accesso al sapere e alla cultura scritta.

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