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Olimpiadi 2026

Eileen Gu, la tuta olimpica che racconta una storia di identità e stile

Tra simboli della tradizione cinese, dettagli high-tech e richiami al mondo del freeski, l’outfit scelto per Milano Cortina 2026 diventa un manifesto personale che unisce moda, cultura e performance

Eileen Gu, la tuta olimpica che racconta una storia di identità e stile

Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026Eileen Gu è salita sul podio due volte, conquistando l’argento nel big air e nello slopestyle. Risultati che parlano chiaro: costanza, tecnica e sangue freddo nelle fasi decisive di gara. Le sue medaglie rappresentano la fotografia di competizioni affrontate al massimo delle proprie possibilità.

Ma Gu non è soltanto una fuoriclasse del freeski. È anche un volto della moda internazionale, abituata a muoversi con naturalezza tra piste innevate e copertine patinate. E proprio questa doppia anima si è riflessa nella tuta scelta per i Giochi.

L’outfit tecnico realizzato dal brand cinese Anta non è stato pensato solo per garantire performance, ma anche per esprimere un messaggio preciso. Nata in California da padre statunitense e madre cinese, Gu ha sempre vissuto la propria identità come un ponte tra culture. E la giacca indossata a Milano Cortina è diventata un tributo visivo alle sue origini orientali.

Il progetto è stato sviluppato insieme a una compagna di studi della Stanford University, ateneo in cui l’atleta è entrata con un anno di anticipo, confermando un profilo brillante anche fuori dallo sport. Il design richiama simboli profondamente radicati nella cultura cinese e strizza l’occhio ai ricordi dei Giochi di Pechino 2022, dove Gu era esplosa definitivamente vincendo due ori e un argento.

Il bianco dominante rimanda alla tradizione della ceramica cinese, mentre i dettagli in blu con riflessi dorati impreziosiscono la superficie tecnica del capo. Sulla manica spicca un drago, figura iconica e potente, che l’atleta ha scelto di mantenere come talismano personale: un simbolo che in passato le ha trasmesso forza e sicurezza nei momenti cruciali.

Il suo nome compare in modo evidente ma anche nascosto, quasi come un gioco grafico: visibile e insieme protetto, proprio come la sua personalità pubblica, divisa tra ribalta e riservatezza.

Non mancano dettagli sorprendenti. La tuta integra un termometro termosensibile capace di cambiare colore in base alla temperatura, un richiamo a una passione infantile per gli anelli che mutano tonalità a seconda del calore corporeo. Un tocco ludico che dialoga con l’alta tecnologia.

C’è anche una bussola, inserita come piccolo elemento modulare: un riferimento ironico alla sua anima più razionale e studiosa, ma anche un simbolo di orientamento, di direzione, in senso letterale e metaforico. A completare il racconto visivo, le nuvole, che evocano la sensazione di volo tanto amata nel freeski, quell’attimo sospeso in cui gravità e libertà sembrano annullarsi.

Tra sport, identità culturale e ricerca estetica, Eileen Gu continua così a riscrivere il modo di stare sulla scena olimpica. Non solo con le sue evoluzioni in aria, ma anche attraverso scelte che parlano di appartenenza, consapevolezza e orgoglio.

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