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Il caso
23 Febbraio 2026 - 19:40
Il mercato dei dispositivi indossabili sta vivendo una trasformazione radicale, trainata dal successo degli smart ring e dal loro crescente peso nella politica statunitense. Al centro di questa evoluzione c'è Oura, azienda finlandese che ha trasformato un comune anello in uno strumento di monitoraggio biometrico avanzato.
Fondata nel 2013, Oura ha consolidato la sua posizione negli Stati Uniti dove oggi controlla i due terzi del mercato degli anelli intelligenti. La valutazione dell'azienda è balzata dai 2,5 miliardi di dollari del 2022 agli 11 miliardi attuali. Oltre alla diffusione tra gli atleti NBA e la sponsorizzazione del Team USA per le Olimpiadi del 2028, l'azienda ha stretto accordi con il Dipartimento della Difesa statunitense che è diventato il suo cliente principale.
L'adozione dell'Oura Ring attraversa l'intero spettro politico americano, ma trova una sponda entusiasta soprattutto nel movimento "MAHA" (Make America Healthy Again) di Donald Trump. Robert F. Kennedy Jr., Segretario alla Salute, sostiene che i wearable responsabilizzino l'individuo nella gestione della propria salute, riducendo i costi dello Stato. Il suo obiettivo è vedere ogni americano con un dispositivo indossabile entro il 2030.
Il principale ostacolo per Oura è la classificazione dei prodotti da parte della Food and Drug Administration (FDA), che attualmente distingue tra prodotti per il benessere generale, non soggetti a controlli rigorosi ma limitati nelle funzioni, e dispositivi medici, capaci di diagnosi (come ipertensione o apnee notturne) ma soggetti a lunghe e costose certificazioni.
Oura ha investito oltre un milione di dollari in lobbying per spingere la creazione di una terza categoria: i "digital health screeners". Si tratterebbe di dispositivi in grado di avvisare l'utente di un potenziale problema senza formulare una diagnosi medica formale. Una recente revisione della FDA ha già iniziato ad allentare le regole per la misurazione di pressione e glicemia, ma la chiarezza normativa rimane un obiettivo ancora lontano.
L'espansione di Oura non è priva di zone d'ombra, legate soprattutto alla sicurezza dei dati sensibili. Il senatore repubblicano Bill Cassidy ha proposto una legge per equiparare la protezione dei dati dei wearable a quella delle cartelle cliniche. La collaborazione di Oura con Palantir (azienda di data analysis legata ai governi) ha alimentato timori su una possibile sorveglianza di massa. Sebbene Oura abbia smentito la condivisione dei dati degli utenti privati, la questione resta al centro del dibattito sulla privacy tra USA ed Europa.
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