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Lo studio

Cascate di Sangue in Antartide: svelato il segreto del flusso rosso che emerge dal ghiaccio

Sotto il Ghiacciaio Taylor si nasconde un lago subglaciale salino che, attraverso un complesso sistema di pressioni e canali nel ghiaccio, dà origine alle spettacolari Blood Falls e al loro inconfondibile colore rosso ferro

Cascate di Sangue in Antartide: svelato il segreto del flusso rosso che emerge dal ghiaccio

Nel cuore più remoto dell’Antartide esiste un fenomeno naturale che sembra uscito da un romanzo di fantascienza: le celebri Blood Falls, note in italiano come Cascate di Sangue. Questo spettacolare flusso color cremisi sgorga dal Ghiacciaio Taylor e si riversa nel Lago Bonney, tingendo di rosso il paesaggio ghiacciato delle Valli McMurdo.

La scoperta risale al 1911, quando il geologo australiano Griffith Taylor si imbatté in questa anomalia durante una spedizione scientifica. Per decenni si è ipotizzato che il colore fosse dovuto alla presenza di alghe rosse. Oggi sappiamo che la spiegazione è ben diversa e ancora più affascinante.

Recenti studi condotti da ricercatori statunitensi, tra cui un team della Louisiana State University guidato dal professor Peter T. Doran, hanno chiarito definitivamente il meccanismo che regola il fenomeno. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Antarctic Science.

Alla base delle Cascate di Sangue c’è un antico lago subglaciale, intrappolato sotto centinaia di metri di ghiaccio e situato a chilometri dal punto in cui il flusso emerge in superficie. Si tratta di un residuo dell’antico Oceano Antartico, ritiratosi milioni di anni fa dall’area delle Valli McMurdo, nella regione della Dipendenza di Ross. Il lago non contiene semplice acqua, bensì una salamoia ad altissima concentrazione salina. Proprio l’elevata quantità di sale impedisce il congelamento del liquido, nonostante temperature medie annue attorno ai –15 °C. Il caratteristico colore rosso non è dovuto a microrganismi visibili, ma all’ossidazione del ferro: quando la salamoia, ricca di ioni ferrosi, entra in contatto con l’aria, il ferro si ossida assumendo la tipica tonalità ruggine.

Nel buio totale di questo ambiente estremo sopravvive una comunità di batteri antichissimi, capaci di utilizzare ferro e solfati per il proprio metabolismo. Un esempio straordinario di vita adattata a condizioni che sembrano proibitive, e che offre spunti importanti anche per la ricerca astrobiologica.

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalle ricerche riguarda la dinamica del flusso. Le Blood Falls non scorrono in modo continuo: il rilascio è episodico e tende ad aumentare durante l’estate australe.

Le osservazioni effettuate tra il 2017 e il 2021 hanno evidenziato un fenomeno preciso: quando la pressione dell’acqua subglaciale aumenta a causa del peso e dei movimenti del ghiacciaio sovrastante, la salamoia viene spinta nei canali interni al ghiaccio fino a emergere in superficie. Durante uno di questi episodi, i ricercatori hanno registrato un abbassamento del ghiacciaio di circa 15 millimetri e un rallentamento della sua velocità di scorrimento vicino al 10%.

In pratica, il sistema funziona come un meccanismo idraulico naturale:

  • la pressione sotto il ghiaccio cresce progressivamente

  • quando supera una certa soglia, la salamoia trova uno sbocco verso l’esterno

  • il rilascio riduce la pressione, abbassa temporaneamente la superficie glaciale e rallenta il movimento del ghiacciaio

  • il ciclo ricomincia con un nuovo accumulo

Un equilibrio dinamico che regola nel tempo la comparsa delle spettacolari colate rosse.

Nonostante il fascino quasi surreale, le Cascate di Sangue non sono visitabili. Oltre alla posizione estremamente remota nel continente antartico, l’area è rigidamente protetta e accessibile esclusivamente a team scientifici autorizzati.

In altre parti del mondo, come in alcune zone dell’Iran, esistono cascate dal colore rossastro, ma in quei casi il fenomeno è legato alla presenza di sedimenti minerali e non a un sistema subglaciale come quello del Ghiacciaio Taylor.

Oggi, grazie alle nuove ricerche, non solo conosciamo la causa del colore sanguigno, ma comprendiamo anche le dinamiche fisiche che regolano la loro comparsa. Un ulteriore tassello che rende l’Antartide uno dei laboratori naturali più straordinari e misteriosi del pianeta.

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