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26 Febbraio 2026 - 23:42
Vi sarà capitato di notare, in molte città italiane o nei dintorni dei centri urbani, alte strutture a forma di fungo che spiccano nel paesaggio. Questi imponenti “funghi” non sono decorazioni architettoniche: si tratta di torri idriche, elementi essenziali degli acquedotti che garantiscono acqua alle abitazioni.
Secondo uno studio pubblicato nel giugno 2025 dall’Università di Belgrado e dal Central Institute for Conservation, esistono diversi tipi di serbatoi idrici, come cilindrici a tetto fisso, orizzontali, emisferici, sferoidali, i cosiddetti “bullet tank” e, appunto, le torri idriche pensili. La loro peculiarità è di non limitarsi a immagazzinare acqua, ma anche di sfruttare la gravità per mantenere una pressione costante nella rete idrica.
Le torri idriche a fungo sono particolarmente diffuse nelle città pianeggianti, dove non è possibile posizionare serbatoi interrati in punti più alti. L’altezza del fusto – che può arrivare anche a 40-50 metri – permette di generare pressione senza dipendere completamente dalle pompe. La vasca superiore larga (il “cappello”) distribuisce meglio il peso dell’acqua e mantiene un livello stabile, riducendo fluttuazioni e rischi di infiltrazioni o ristagni.
Secondo l’ingegnere Lex Larkin, immagazzinare l’acqua a grandi altezze consente di usare la pressione idrostatica per spingere l’acqua fino ai rubinetti senza attivare pompe costantemente. La forma a fungo offre anche benefici nella manutenzione, nella prefabbricazione e nella modularità, rendendo queste strutture più economiche e più facili da realizzare rispetto a una torre cilindrica tradizionale.
Inoltre, grazie al fusto snello, i “funghi” si integrano meglio nel contesto urbano, diventando a volte veri e propri simboli architettonici. Un esempio famoso è la torre piezometrica dell’Eur a Roma, costruita negli anni ’50: oggi ospita persino un ristorante sulla sommità, con vista panoramica sulla città.
Oltre all’aspetto estetico, le torri a fungo combinano efficienza idraulica, stabilità strutturale e risparmio energetico, confermandosi una soluzione intelligente per la gestione dell’acqua urbana. La loro presenza nelle città non è casuale: è frutto di ingegneria avanzata, pensata per durare nel tempo e adattarsi a condizioni climatiche e urbanistiche diverse.
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