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Capodanno Cinese

Tra leggenda e realtà: tutti i segreti delle lanterne artigianali che colorano di rosso il Capodanno Cinese

Mentre si concludono i festeggiamenti del nuovo anno lunare, il villaggio artigiano custode dei segreti della dinastia Han sfida l'esodo dei giovani verso le metropoli

Tra leggenda e realtà: tutti i segreti delle  lanterne artigianali che colorano di rosso il Capodanno Cinese

Con la giornata di oggi, 3 marzo, giungono al termine i quindici giorni di celebrazioni del Capodanno Cinese, quest'anno dedicato al segno del Cavallo di Fuoco. Il momento culminante di questa chiusura è la suggestiva Festa delle Lanterne, un evento che vede città, templi e abitazioni private risplendere sotto la luce delle iconiche decorazioni rosse. Ma se queste lanterne sono visibili in ogni angolo del globo, la loro origine è riconducibile a un unico, piccolo centro nevralgico: il villaggio di Tuntou.

Situato nella provincia di Hebei, nel nord della Cina, Tuntou non è un centro agricolo comune. È qui che viene prodotto circa l'80% delle lanterne rosse utilizzate nell'intero Paese. Questa specializzazione affonda le radici in una tradizione secolare che ha trasformato il villaggio in un polo produttivo unico al mondo. Tuntou è celebre in particolare per le lanterne del palazzo di Gaocheng, un manufatto così prezioso da essere stato riconosciuto come bene culturale immateriale della provincia.

A Tuntou la produzione non è affidata a grandi catene di montaggio impersonali ma al tessuto sociale delle famiglie. Il lavoro è prettamente manuale o semi-artigianale, con segreti del mestiere che vengono passati dai genitori ai figli. È comune che i bambini inizino a muovere i primi passi in questo settore già intorno ai 10 anni, imparando a gestire i materiali.

Ogni lanterna richiede una serie di passaggi precisi: la preparazione della carta rossa, la costruzione del telaio con gambi di bambù o strutture metalliche, l'applicazione dei pigmenti e, infine, il montaggio dei supporti interni e dei nastri ornamentali.

Durante i mesi che precedono il Capodanno, l’intero villaggio si trasforma in un laboratorio a cielo aperto. Le strade si riempiono di materiali e ogni membro della comunità partecipa alla corsa contro il tempo per soddisfare gli ordini che arrivano da distributori nazionali e internazionali.

Il legame tra le lanterne e la cultura cinese risale alla dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.), quando iniziarono a essere usate come semplici strumenti d'illuminazione per poi diventare elementi cerimoniali sotto la dinastia Tang. Il colore rosso è il filo conduttore: simbolo di fortuna, felicità e vitalità, viene scelto per la sua capacità tradizionale di scacciare gli spiriti maligni e attirare la prosperità.

Una delle leggende più diffuse racconta di come un villaggio riuscì a ingannare un dio colmo d'ira appendendo lanterne rosse fuori da ogni porta. La luce intensa convinse la divinità che la città fosse già avvolta dalle fiamme, salvando così gli abitanti dal castigo. Oggi, gli ideogrammi dipinti sulle lanterne portano avanti questa eredità, veicolando auguri di salute, successo e riunione familiare.

Nonostante il successo economico e l'importanza culturale, il villaggio di Tuntou si trova ad affrontare una sfida generazionale. Molti giovani abitanti sono attratti dalle opportunità delle grandi metropoli e scelgono di abbandonare il villaggio. Questo esodo mette a rischio la sopravvivenza di un’arte che richiede decenni di dedizione per essere padroneggiata, minacciando di spegnere, nel tempo, la fonte principale di una delle tradizioni più suggestive della Cina.

Mentre oggi si spengono le luci della festa e si entra ufficialmente nell'anno del Cavallo di Fuoco, il villaggio di Tuntou inizia già a guardare alla prossima stagione, custode di una luce che da secoli non smette di brillare.

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