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I dati

Case Atc, 7 milioni l’anno per i lavori: ma 870 appartamenti sono inagibili

Gli alloggi popolari a Torino sono poco più di 17mila: oltre 1.600 non hanno un contratto attivo

Lavori di ristrutturazione per le case popolari

Lavori di ristrutturazione per le case popolari

Oltre mille e seicento case popolari a Torino non hanno un contratto. Di queste, più di un alloggio su due (876) è in attesa di interventi manutentivi.
È il quadro aggiornato del patrimonio di edilizia residenziale pubblica gestito dall’Agenzia territoriale per la Casa (Atc) di Torino, emerso ieri pomeriggio in Consiglio comunale, che conta circa 17.401 case popolari in città.

Non solo “sfitte”
Gli alloggi senza un contratto, però, comprendono un dettaglio moto più vario del semplice “sfitto”. «Centoventiquattro sono già stati consegnati al Comune e sono in attesa di assegnazione o di firma del contratto (e in circa 40 casi l’assegnazione è già avvenuta), 188 sono interessati da lavori di ristrutturazione, 345 attendono un sopralluogo dopo la disdetta degli inquilini precedenti e 38 sono riservati ai cambi (ad esempio in caso di necessità di avvicinamento a luoghi di cura, di lavoro, o malattie, ndr)», ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, interpellato ieri pomeriggio in Sala Rossa dal capogruppo Pd Claudio Cerrato.

Alt: lavori in corso
Il dato più critico riguarda però gli alloggi fermi per manutenzione: sono 876, oltre la metà del totale. Si tratta di abitazioni che necessitano di interventi, ordinari o straordinari, prima di poter essere riassegnate. A cui si aggiungono altri 250 alloggi coinvolti in progetti di “autorecupero”, una formula che consente ai futuri assegnatari di contribuire direttamente ai lavori di sistemazione in cambio di condizioni agevolate. «Ridurre il numero di alloggi sfitti, anche tramite procedure sperimentali come l’autorecupero, è proprio uno degli obiettivi strategici che il Cda dell’Agenzia si è dato», conferma il presidente Atc Maurizio Pedrini.
Negli ultimi tre anni, l’Agenzia ha rimesso in circolo oltre mille appartamenti: 386 nel 2023, 403 nel 2024, 375 nel 2025, più 84 nei primi mesi del 2026. «Parallelamente - prosegue l’assessore - sono state investite risorse consistenti: quasi 7 milioni l’anno per la manutenzione ordinaria, a cui si aggiungono oltre 22 milioni di euro trasferiti dalla Regione tra il 2023 e il 2025 per interventi straordinari.

Turn over variabile
Disdette, rilasci e sgomberi rendono la situazione complessiva una continua evoluzione. II tempi di recupero, infatti, restano molto variabili: «Da poche settimane per gli interventi più semplici fino a sei mesi nei casi più complessi», spiega Rosatelli.
Sugli sgomberi, invece, era stato il suo collega con deleghe alla Sicurezza, Marco Porcedda, a rispondere in Aula sugli interventi delle forze dell’ordine: 97 uscite forzate, con 33 tentativi di occupazione sventati nel 2025 dalla polizia locale, che hanno portando a 130 il numero di alloggi complessivamente recuperati nello scorso anno.
Soddisfatto del «quadro organico», il capogruppo Cerrato. «Ora è possibile ragionare nel merito e valutare eventuali interventi», anticipa. Perché, di fatto, mentre centinaia di famiglie attendono una casa, quasi 900 alloggi restano ancora in attesa di lavori e risorse.

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