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Economia

In Piemonte un’impresa artigiana su cinque è guidata da donne

Quasi 20mila attività al femminile nel 2025: burocrazia e conciliazione i nodi principali

In Piemonte un’impresa artigiana su cinque è guidata da donne

In Piemonte le imprese artigiane guidate da donne sono 19.735, pari al 21,1% del totale. È quanto emerge dai dati 2025 diffusi da Confartigianato Imprese Piemonte.

Il numero è in lieve calo rispetto al 2024, quando la quota era al 22,5% (-0,8%), ma resta comunque significativo nel panorama regionale.

A fine 2025 le imprenditrici artigiane sono 30.584, il 22% del totale degli imprenditori artigiani, un dato leggermente superiore alla media nazionale (21,9%).

Piemonte quarto in Italia

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Unioncamere e InfoCamere, il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di donne con cariche nelle imprese artigiane, dopo Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Nel dettaglio:

  • il 55,7% ricopre il ruolo di titolare;

  • il 20,6% è amministratrice;

  • il 20% è socia.

Si tratta per lo più di micro e piccole imprese, con oltre la metà (più del 50%) che conta tra 1 e 9 addetti, realtà fortemente radicate sul territorio.

I settori e le difficoltà

Le attività si concentrano soprattutto nei servizi alla persona (49,1%), seguiti da manifatturiero (26,4%), servizi alle imprese (14,6%) e costruzioni (10,1%).

Tra le criticità segnalate prevale la burocrazia (54,5%), giudicata spesso sproporzionata rispetto alle dimensioni delle imprese artigiane. Subito dopo emerge il tema della conciliazione tra lavoro e vita privata (53,4%), seguito da liquidità e accesso al credito (41,7%).

Il 27,1% lamenta inoltre la mancanza di tempo per formazione e aggiornamento professionale.

«Una minima parte delle imprese femminili ha utilizzato misure di sostegno specifiche – ha spiegato Sara Origlia, presidente del Movimento Donne di Confartigianato Imprese Piemonte – non per assenza di necessità, ma per scarsa conoscenza delle opportunità, procedure complesse o requisiti poco compatibili con la realtà delle micro e piccole imprese».

Origlia ha sottolineato come la conciliazione resti uno dei principali ostacoli alla competitività: «Non basta stanziare risorse, serve renderle davvero accessibili. Occorre rafforzare le politiche di welfare e prevedere strumenti concreti, anche sul piano fiscale, per sostenere i servizi legati alla cura e al lavoro».

In Piemonte, dunque, l’imprenditoria artigiana al femminile rappresenta una quota rilevante del tessuto economico, ma continua a confrontarsi con criticità strutturali che ne limitano la crescita.

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