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Effetto guerra

Voli Europa-Asia, prezzi alle stelle: biglietti fino a 7mila euro in 24 ore

Fino al +900% in un giorno: caos nei cieli dopo l’escalation in Medio Oriente

Voli Europa-Asia, prezzi alle stelle: biglietti fino a 7mila euro in 24 ore

L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran sta avendo effetti immediati anche sul traffico aereo internazionale. Spazi aerei chiusi, hub fuori uso, voli cancellati o dirottati: il risultato è un’ondata di disagi per i passeggeri e un’impennata senza precedenti dei prezzi dei biglietti.

Nei primi giorni di crisi sono rimasti a terra 1.800 aerei sabato 28 febbraio e addirittura 3.000 domenica, mentre le compagnie hanno annunciato che continueranno a evitare i cieli dei Paesi coinvolti nel conflitto.

Gli scali più colpiti sono quelli di Dubai, Doha e Abu Dhabi, snodi fondamentali per i collegamenti tra Europa e Asia. Secondo la società di analisi Cirium, da questi hub transita circa il 10% del traffico aereo mondiale.

Con gli scali fuori servizio, migliaia di passeggeri sono stati riprotetti su rotte alternative, spesso con uno o più scali aggiuntivi e tempi di viaggio molto più lunghi.

L’effetto immediato è stato l’aumento vertiginoso delle tariffe, soprattutto per i voli di rientro dall’Asia verso l’Europa.

Alcuni esempi nelle 24 ore tra il 2 e il 3 marzo:

  • Singapore – Milano: da 254 a 1.876 euro (+639%)

  • Singapore – Londra: da 261 a 1.564 euro (+499%)

  • Singapore – Francoforte: da 398 a 7.582 euro (+1.805%)

  • Hong Kong – Francoforte: +905%

  • Hong Kong – Milano: +232%

  • Hong Kong – Parigi: +295%

  • Bangkok – Milano: +84%

Una crescita a tre cifre in poche ore, con punte che hanno superato ampiamente il +900% su alcune tratte.

Non mancano le testimonianze di chi è rimasto fermo all’estero. Una famiglia bloccata in Sri Lanka, dopo la chiusura degli scali negli Emirati Arabi Uniti, si è vista chiedere 10mila euro per sei persone per un volo di rientro, con disponibilità non immediata ma diversi giorni dopo.

Intanto molte compagnie stanno ridisegnando le rotte. L’italiana ITA Airways ha comunicato che eviterà fino all’8 marzo lo spazio aereo mediorientale e i cieli sopra Israele, Iran, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.

Tra le compagnie maggiormente coinvolte ci sono anche Emirates, Qatar Airways, Etihad Airways, Gulf Air e Flydubai, mentre diversi vettori cinesi stanno assorbendo parte del traffico dirottato.

Finché gli hub del Golfo resteranno bloccati, i flussi continueranno a essere deviati su nuove rotte. Questo significa tempi più lunghi, meno disponibilità e prezzi elevati.

E le ripercussioni non riguardano solo i biglietti aerei: l’instabilità nell’area potrebbe incidere anche sul costo dell’energia, con possibili aumenti legati al prezzo del petrolio.

Per ora nei cieli tra Europa e Asia regna l’incertezza, mentre viaggiare è diventato – improvvisamente – molto più complicato e costoso.

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