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Maturità 2026: debutta il nuovo esame tra regole aggiornate e orale più centrale

Frequenza, Invalsi, PCTO e nuove modalità di colloquio. Ecco tutte le novità dopo la riforma

Maturità 2026: debutta il nuovo esame tra regole aggiornate e orale più centrale

Il conto alla rovescia per la Maturità 2026 è ufficialmente iniziato. Con l’ordinanza pubblicata il 26 marzo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, firmata dal ministro Giuseppe Valditara, vengono definite le modalità di ammissione e di svolgimento dell’esame di Stato, il primo dopo la recente riforma.

Requisiti di ammissione 

Per poter accedere all’esame, gli studenti dovranno rispettare alcuni criteri fondamentali. Sarà necessario aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale, aver preso parte alle prove Invalsi e aver completato le attività di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). Dal punto di vista del rendimento scolastico, è richiesto almeno il sei in tutte le materie. Tuttavia, in presenza di un cinque, il consiglio di classe potrà comunque deliberare l’ammissione, purché motivata in modo adeguato.

Le prove scritte 

La prima prova si svolgerà giovedì 18 giugno alle 8:30 e sarà quella di italiano, uguale su tutto il territorio nazionale. Gli studenti avranno fino a sei ore per completarla. L’obiettivo è valutare la padronanza della lingua, le capacità argomentative, critiche e logico-espressive.

Il giorno successivo, 19 giugno, sarà la volta della seconda prova, diversa a seconda dell’indirizzo di studi. Tra le discipline già annunciate:

  • latino al liceo classico
  • matematica allo scientifico
  • scienze umane per l’omonimo indirizzo
  • economia aziendale negli istituti tecnici economici

Questa prova servirà a verificare le competenze specifiche del percorso scelto dagli studenti.

Colloquio orale

Le principali innovazioni riguardano il colloquio orale, che cambia struttura e contenuti. L’esame inizierà con una fase introduttiva in cui lo studente sarà chiamato a riflettere sul proprio percorso scolastico, raccontando esperienze, scelte e competenze maturate nel tempo.

Successivamente, la commissione proporrà domande su quattro discipline, già note agli studenti. Non si tratterà solo di verificare le conoscenze, ma anche la capacità di creare collegamenti interdisciplinari.

Un altro momento importante sarà dedicato al PCTO, con la presentazione di una relazione o di un elaborato multimediale sulle esperienze svolte. Non mancheranno, inoltre, la verifica delle competenze di educazione civica e la discussione delle prove scritte.

Valutazione e criteri

Il colloquio potrà assegnare fino a 20 punti, sulla base di una griglia nazionale. Durante l’esame, la commissione terrà in considerazione anche il curriculum dello studente, che raccoglie attività, progetti ed esperienze formative.

Un aspetto da non sottovalutare: il rifiuto di sostenere l’orale comporta automaticamente la bocciatura.

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