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09 Aprile 2026 - 12:10
Mentre in molti Paesi europei la compagnia taglia i voli a causa dell'instabilità dei costi, Ryanair decide di spingere sull'acceleratore nel mercato italiano. Il vettore low-cost ha annunciato un massiccio potenziamento dell'offerta che coinvolge numerosi scali nazionali, confermando l'Italia come uno dei pilastri strategici della propria crescita per il 2026.
L'espansione tocca diverse regioni, con una particolare attenzione agli scali regionali e alle rotte verso l'Est Europa e il Mediterraneo:
Emilia-Romagna: Nove nuove rotte complessive. Forlì si collegherà con Cagliari e Londra; Parma aprirà a Tirana, Reggio Calabria e Londra; Rimini vedrà nuovi voli per Breslavia, Manchester, Colonia e Catania.
Lombardia: Tra Bergamo Orio al Serio e Milano Malpensa inaugurano otto nuove rotte verso destinazioni balcaniche e greche (Tirana, Rodi, Patrasso, Zante, Lemnos, Skiathos) oltre a Sintra e Danzica.
Toscana: Da Pisa partono i nuovi voli per Bratislava e Rabat, con un contestuale aumento delle frequenze verso mete consolidate come Copenaghen, Edimburgo, Marrakech e Tirana.
Puglia e Liguria: Bari debutta con Bucarest, Bristol e Trapani-Marsala, mentre Genova aggiunge il collegamento strategico per Tirana.
Dietro l'entusiasmo per le nuove rotte si nasconde però un serrato confronto politico. Ryanair ha ufficialmente invitato il Governo e le Regioni ad abolire l’addizionale municipale in tutti gli scali italiani, seguendo l'esempio di Abruzzo, Calabria e Friuli-Venezia Giulia.
Fabrizio Francioni, Head of Communications Italy di Ryanair, è stato chiaro: se la tassa venisse eliminata, la compagnia sarebbe pronta a investire 4 miliardi di dollari in Italia. Il piano prevede l'arrivo di 40 nuovi aeromobili, 250 nuove rotte e la creazione di 15mila posti di lavoro, con l'obiettivo di trasportare 20 milioni di passeggeri aggiuntivi all'anno. Secondo il vettore, la riduzione dei costi di accesso è l'unica via per garantire una connettività trasformativa e sostenere il turismo, specialmente negli scali più piccoli dove la tassa comunale rappresenta un freno alla crescita.
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