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Salute e benessere

Glicemia e allenamento: il pomeriggio potrebbe essere l’orario migliore per ottenere più benefici

Secondo una review internazionale, l’attività fisica nelle ore tarde migliora la risposta all’insulina nel diabete di tipo 2, ma l’esercizio resta utile in ogni momento della giornata

Glicemia e allenamento: il pomeriggio potrebbe essere l’orario migliore per ottenere più benefici

Quando è meglio fare attività fisica per controllare la glicemia? La risposta non è uguale per tutti e, secondo diverse ricerche recenti, l’orario dell’allenamento può fare la differenza, soprattutto per chi soffre di diabete di tipo 2.

Una review pubblicata su Trends in Endocrinology & Metabolism, condotta da ricercatori dell’Università di Copenaghen e del Karolinska Institutet, indica che l’esercizio svolto nel pomeriggio potrebbe garantire un miglior controllo del glucosio rispetto a quello mattutino. I dati mostrano, infatti, valori glicemici più bassi e una risposta più efficace dell’insulina dopo l’attività nelle ore tarde.

Le conclusioni sono state riprese anche da analisi internazionali, tra cui il Washington Post, che evidenziano come nei pazienti con diabete di tipo 2 l’allenamento pomeridiano porti a benefici più stabili nel tempo rispetto a quello del mattino.

Secondo gli esperti, l’esercizio fisico è strettamente legato al ritmo circadiano, cioè l’orologio biologico che regola sonno, energia, fame e numerose funzioni metaboliche.

Nel diabete di tipo 2 questo equilibrio può alterarsi, generando un disallineamento circadiano che influisce negativamente sulla gestione degli zuccheri nel sangue.

Gli studi analizzati mostrano differenze significative: a parità di esercizio, le sessioni pomeridiane portano a una riduzione della glicemia che può durare fino a 24 ore, mentre quelle mattutine risultano spesso associate a valori più elevati e a una minore sensibilità all’insulina.

Una possibile spiegazione è il cosiddetto "fenomeno dell’alba", cioè l’aumento naturale della glicemia al risveglio. In questa fase il cortisolo è più alto e stimola il rilascio di zuccheri dal fegato. In condizioni normali l’insulina bilancia questo effetto, ma nel diabete di tipo 2 la risposta è meno efficiente, con un conseguente aumento della glicemia.

L’attività intensa al mattino può, quindi, accentuare questo squilibrio, mentre nel pomeriggio l’organismo sembra rispondere in modo più stabile.

Gli esperti, però, invitano alla cautela: le ricerche sono ancora limitate e basate su campioni ridotti, spesso composti da uomini adulti, con meno dati su donne e anziani.

Resta comunque un punto fermo: l’attività fisica è sempre benefica. Come sottolineano gli studiosi, anche se l’orario può influire, qualsiasi esercizio è meglio di nessun esercizio. Per chi preferisce il mattino, anche una semplice camminata veloce può avere effetti positivi senza particolari controindicazioni.

In sintesi, muoversi con costanza è fondamentale, ma nel controllo della glicemia e del diabete di tipo 2 il momento della giornata potrebbe influenzare in modo significativo i risultati.

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