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IL CASO

Gucci sotto accusa: modelli e collezioni sono create dall’IA

Polemiche alla vigilia delle sfilate milanesi per le immagini generate artificialmente

Gucci sotto accusa: le modelle e collezioni sono create dall’IA

È una tragedia comunicativa o una provocazione d'avanguardia? A pochi giorni dalla sfilata firmata dal direttore creativo Demna Gvasalia, Gucci finisce nel mirino della critica per aver scelto l'Intelligenza Artificiale anziché modelli e fotografi in carne e ossa per la sua ultima campagna social.

Le immagini, che ritraggono eleganti "nonne milanesi" in abiti storici del brand, sono state etichettate chiaramente come generate dall'IA, ma questo non ha fermato l'ondata di disappunto. Molti utenti hanno definito i contenuti come "AI slop" termine che indica materiale sintetico di bassa qualità, chiedendosi come l'uso di software si sposi con la tanto sbandierata celebrazione del "saper fare" italiano.

Mentre giganti come Valentino e H&M sperimentano da tempo con l'IA, per Gucci il rischio è quello di erodere l'immagine di esclusività. "Penso che i marchi di lusso debbano fare molta attenzione", ha avvertito la dottoressa Priscilla Chan del Fashion Institute di Manchester, sottolineando come l'innovazione possa trasformarsi rapidamente in cattiva pubblicità.

Tuttavia, c'è chi legge tra le righe una mossa geniale: secondo la fotografa Tati Bruening, Gucci potrebbe aver creato questa campagna proprio per scatenare un dibattito su cosa sia realmente il lusso nell'era digitale. Tra critiche feroci e difensori del "glam milanese" algoritmico, una cosa è certa: la passerella di venerdì sarà osservata con una lente d'ingrandimento ancora più severa.

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