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IL FATTO
27 Febbraio 2026 - 15:15
Non è una crisi finanziaria, ma un cambio di paradigma. Jack Dorsey ha scosso il mercato il 26 febbraio pubblicando una nota interna che annuncia il licenziamento di oltre quattromila persone da Block (la società che gestisce Square e Cash App). Si tratta di quasi la metà della forza lavoro globale.
La motivazione dichiarata da Dorsey è dirompente: l'Intelligenza Artificiale. «L'IA non riduce il lavoro: lo trasforma, lo accelera e, nei casi più onesti, lo sostituisce», ha scritto il CEO. Una frase che ha fatto balzare il titolo di Block del 23% in borsa, ma che apre un dibattito etico e sociale senza precedenti.
Block non è sola. Giganti come Amazon (30.000 licenziamenti), Salesforce e Duolingo hanno già ridotto i ranghi citando l'efficienza dell'IA. Tuttavia, diversi studi (tra cui uno di Harvard Business Review) sollevano un dubbio atroce: le aziende stanno licenziando per ciò che l'IA promette di fare in futuro, non per ciò che è realmente in grado di gestire oggi. Si parla di "AI washing": usare l'intelligenza artificiale come alibi per tagli che servono solo a soddisfare gli azionisti.
Dorsey è stato l'unico ad avere il coraggio di lanciare un monito pubblico: «Credo che la maggior parte delle aziende arriverà alla nostra stessa conclusione entro il prossimo anno. Preferisco arrivarci onestamente e alle mie condizioni piuttosto che essere costretto a farlo in modo reattivo».
Il rischio reale, secondo gli analisti, è la scomparsa dei lavori di "entry level", quelli che permettevano ai giovani della Generazione Z di imparare il mestiere. Se la macchina sostituisce chi impara, chi saranno i professionisti di domani?
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