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Paris Jackson contro gli amministratori di Michael: "Sprecano l'eredità in spese legali"

Nel mirino 115.000 dollari di parcelle che, secondo i legali di Paris, servirebbero solo a rallentare le procedure

Paris Jackson contro gli amministratori di Michael: "Sprecano l'eredità in spese legali"

Non si placa la guerra legale intorno al patrimonio di Michael Jackson. Paris Jackson, figlia del cantante, ha presentato una nuova opposizione formale contro gli storici amministratori dell'eredità, John Branca e John McClain, accusandoli di dissipare risorse in contenziosi sterili.

Al centro dello scontro c'è una richiesta di circa 115.000 dollari in onorari legali presentata dagli esecutori. Paris sostiene che queste spese siano legate a manovre puramente procedurali (come la mozione "anti-SLAPP") che non hanno avuto alcun impatto reale sulla causa, se non quello di renderla "il più costosa e prolungata possibile".

Dalla morte di Michael Jackson nel 2009, il patrimonio è gestito da Branca e McClain, un controllo che Paris sta impugnando chiedendo maggiore trasparenza, in particolare su alcuni bonus pagati nel 2018. Secondo documenti emersi lo scorso ottobre, Paris avrebbe già ricevuto benefici per circa 65 milioni di dollari, ma la battaglia odierna si gioca sulla correttezza della gestione: per gli avvocati della giovane, gli amministratori avrebbero il dovere di evitare sprechi che gravano sull'eredità finale.

La decisione spetta ora al tribunale di Los Angeles, che dovrà stabilire se le parcelle dei legali siano giustificate o se rappresentino, come sostiene Paris, un inutile "spreco di risorse".

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