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L'ANALISI

Un milione di piemontesi contagiati dall’influenza: in ospedale 1.200 bambini

Da ottobre si è ammalata una persona su quattro, Intanto anche il contagio da Covid diventa “endemico”. Di Perri: «Servirebbe il vaccino annuale per i soggetti più fragili»

Un milione di piemontesi contagiati dall’influenza: in ospedale 1.200 bambini

Dallo scorso ottobre almeno un piemontese su quattro si è preso l’influenza. Sono circa un milione, infatti, le persone contagiate dal virus stagionale e almeno 21mila quelle che, ancora oggi, fanno i conti con sternuti, fazzolettini di carta e disagi intestinali a corollario di un’infezione circolata con un’incidenza maggiore rispetto agli scorsi anni. Si stima, infatti, che fino alla scorsa settimana fossero ancora ammalati circa 900 bambini tra zero e 4 anni d’età, 2.600 giovani tra 5 e 16 anni, 14mila adolescenti e adulti tra 15 e 64 anni oltre a 3.200 ultrasessantacinquenni. Anche la campagna di vaccinazione ha visto numeri più alti che in passato, chiudendo con circa 800mila immunizzati lo scorso 31 marzo, a fronte di 1,1 milioni di farmaci acquistati dalla Regione.

Più malati dopo il Covid

«Il virus ha trovato più “spazio” perché ci ha trovati scoperti dal punto di vista immunitario, a parte tra chi si è vaccinato: nei due anni della pandemia, infatti, mascherine e distanziamento non sono stati una barriera soltanto contro il Covid» spiega l’infettivologo Giovanni Di Perri dell’Università degli Studi di Torino. «Non è un caso nemmeno che l’influenza abbia circolato di più tra i giovani e i bambini, proprio quelli che hanno una minore “memoria immunitaria” non avendola mai contratta». Una curva di contagi che ha registrato un picco anticipato tra l’autunno e l’inverno, con un alto tasso di ricoveri soprattutto tra i più piccoli.

Il picco tra i giovani

Al Regina Margherita, infatti, sono stati 1.138 i pazienti curati tra ottobre e marzo più altri 60 trasferiti in altri reparti di Pediatria del Piemonte. L’apice dei contagi è stato raggiunto, invece, tra dicembre e gennaio con un alta percentuale di accessi diretti al pronto soccorso «per il sovrapporsi dell’influenza stagionale con il virus sinciziale» sottolinea la professoressa Franca Fagioli del Regina Margherita. «Soltanto a dicembre abbiamo avuto 234 bambini ricoverati con la necessità di trasferirne una ventina. Adesso la situazione è decisamente più tranquilla, abbiamo 63 pazienti in reparto per influenza, che è in calo, ma anche per il Covid».

Da pandemia a endemia

E proprio la diffusione del virus che solo in Piemonte ha ucciso oltre 14mila persone è stata derubricata da “pandemia” a “endemia” avendo raggiunto un livello di diffusione da essere considerato come stabile tra la popolazione. Ma, nonostante ciò, non mancano le raccomandazioni. «Ormai il Covid possiamo dire che sia diventato endemico e con l’attuale livello di immunizzazione raggiunta, per via del vaccino o spontaneamente, sarà molto difficile ritrovarsi di nuovo con le rianimazioni piene di giovani e adulti. Si tratta ancora di una grave malattia respiratoria per i soggetti più a rischio, quelli con un quadro clinico complesso e soprattutto per gli anziani» chiosa ancora il professor Di Perri. «Per questo non sarebbe un’idea sbagliata quella di fissare un appuntamento annuale per la vaccinazione contro il Covid per i più fragili».

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