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LA STORIA
14 Febbraio 2025 - 14:52
Il direttivo del Gacs, Gruppo africano cultura e sport.
L’associazione Gacs, acronimo di Gruppo africano cultura e sport, nel 2007, ha salvato dalla strada 64 ragazzi di diverse nazionalità, che spacciavano sostanze stupefacenti nel quartiere di San Salvario. E ora hanno intenzione di applicare lo stesso modello al quartiere di Barriera di Milano; per questo, chiederanno un incontro con il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, nel corso del quale racconteranno le loro passate esperienze e come abbiano intenzione di mettere in atto un miglioramento attivo del quartiere, collaborando con le istituzioni.
Un quartiere, quello di Barriera di Milano, che, per il presidente del Gacs, John Amantchi, «ha un grandissimo potenziale: è il punto d’incontro di tantissime culture, che devono imparare ad integrarsi davvero e a vivere insieme collaborando per il miglioramento del territorio e creando legami di amicizia e di solidarietà fra tutti i popoli che abitano il quartiere». Con un lavoro in sintonia con la circoscrizione, con l’amministrazione comunale e collaborando con un’agenzia interinale, Gacs ha insegnato un mestiere ai 64 ragazzi tolti dalla strada a San Salvario, che oggi sono tutti inseriti nella società e nella vita lavorativa “onesta”.
«C’è chi fa il saldatore, chi il muratore, chi l’elettricista o l’idraulico – ha raccontato Amantchi -, molti hanno portato in Italia le fidanzate o le famiglie, e ad oggi sono perfettamente inseriti nella società». Uno dei ragazzi ha scritto, in un messaggio ad Amantchi: “Grazie. Mi hai salvato la vita”. E questo è proprio ciò che Gacs vuole realizzare anche in Barriera: salvare dalla strada e allontanare dal giro quanti più ragazzi possibile, per donare loro prospettive future migliori di quelle attuali. Non solo, «organizzeremo anche concerti, eventi culturali, conferenze, mostre e sogniamo un festival estivo, che riunisca quante più culture differenti possibili».
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