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La presentazione
30 Novembre 2025 - 06:37
Un padre israeliano e un padre palestinese: Rami Elhanan e Bassam Aramin, che avrebbero tanti buoni motivi per odiarsi e invece hanno scelto di diventare fratelli. È una storia atipica rispetto alla narrazione che siamo abituati a vedere, e che vuole i due popoli (quello israeliano e quello palestinese) nemici e nient'altro.
Ospitate dal Centro culturale interreligioso Dar al-Hikma, di via Fiochetto, così, Carola Benedetto e Luciana Ciliento, le due autrici del romanzo per ragazzi “Mio padre, tuo padre”, hanno dato voce a due padri che hanno perso le proprie figlie nel corso del conflitto israelopalestinese e che da anni percorrono la strada più difficile di tutte: quella della pace. Con essi riprendono vita e corpo nella loro semplicità i pensieri delle due figlie, adolescenti che si affacciano al mondo: Abir, palestinese, morta per mano dell'Esercito di difesa israeliano (IDF) e Smadar, israeliana, la cui vita è stata spezzata da un attentato palestinese in pieno centro a Gerusalemme.

La presentazione del libro: Mio padre, tuo padre
Rami e Bassam fanno parte del Parents Circle – Families Forum, associazione che riunisce israeliani e palestinesi uniti dal lutto. Il loro motto è semplice, quasi ostinato: “Non finirà finché non parliamo”. Il libro, che nasce da una ferita profonda per i due padri, è stato scritto dopo mesi di incontri, dubbi e viaggi. Le autrici hanno ricordato come Rami e Bassam abbiano faticato persino a leggerlo: “Per noi è troppo”, aveva detto Rami. Eppure hanno accettato poi che le loro figlie potessero essere raccontate insieme, “come sorelle”, in una storia condivisa. “Questa vita li ha fatti passare per la forgia del dolore. Il dolore deve insegnarci qualcosa. Loro raccontano le storie delle loro figlie per abbattere i pregiudizi”, raccontano Benedetto e Ciliento.
Entrambi i padri oggi fanno parte dei Combatants for Peace, l'organizzazione che riunisce ex soldati israeliani ed ex combattenti palestinesi: proteggono gli agricoltori durante la raccolta delle olive, difendono pozzi e villaggi, formano giovani alla nonviolenza. Bassam è stato il primo palestinese risarcito dallo Stato israeliano per la morte di un figlio.
“Un’amicizia tra un musulmano e un ebreo non è strana. Sono nato a Mosul” — ha raccontato il presidente di Dar al-Hikma Younis Tawfik — “nel mio quartiere non si distingueva ebreo da cristiano. Avevamo moschea e chiesa una accanto all’altra”. A dare il proprio contributo anche il portavoce del coordinamento interconfessionale Giampiero Leo e il presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, che sottolineano l’importanza di raccontare a Torino storie che superino le “rivalità” tra i popoli. Presente anche l’esponente del Comune di Torino Elena Apollonio.
Una serata conclusa con un monito: “Non riportate il ‘voi e loro’ - perché per noi esistono solo due categorie: chi vuole la pace e chi no”.
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