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Saldi invernali 2026
04 Gennaio 2026 - 06:45
I saldi invernali partono anche a Torino con aspettative prudenti e sensazioni contrastanti. La maggioranza dei commercianti del centro racconta un primo giorno soddisfacente, con uno scontrino medio di 150 euro. In periferia invece si riscontrano pochi clienti e scontrini “poveri”. Passeggiando tra le vie dello shopping del centro il quadro appare però più sfumato, fatto di acquisti mirati, curiosità e una certa cautela. C’è chi entra in negozio con le idee chiare. «Un po’ di vestiti per rimettere a posto il guardaroba», racconta un giovane acquirente. Gli sconti convincono, ma senza eccessi: «Vediamo nel pomeriggio se fare ancora un giro».
Altri, invece, approfittano di più: «Ho speso intorno ai 200 euro, sono soddisfattissima», dice una cliente che conferma come, per una parte dei consumatori, i saldi restino un appuntamento fisso. Non tutti, però, sono in città per fare acquisti. Tra i passanti c’è anche chi si muove per turismo: «Sono qui soprattutto per vedere il Museo Egizio e la città. I negozi li guardo, ma non credo comprerò», spiega una turista. Dal lato dei commercianti, la prima giornata viene letta con realismo. «Il bilancio vero si fa dopo il primo weekend», spiega Alessandro, un negoziante del centro. Per ora, però, i clienti non mancano e la tecnologia aiuta: «Li avvisiamo con messaggi, ormai li usano tutti». Anche la spesa media, almeno in alcuni casi, tiene: «Siamo sugli 80-90 euro a scontrino».
Non ovunque, però, l’atmosfera è la stessa. C’è chi parla apertamente di difficoltà strutturali. «La spesa si è spostata su ristoranti, viaggi, aperitivi. Tutto quello che non riguarda noi», racconta Silvia, una commerciante con decenni di attività alle spalle. Il problema, secondo molti, è la paura: «La gente ha timore per il futuro, per il lavoro, per quello che succede nel mondo. E quando hai paura, non spendi». Sul banco degli imputati finiscono anche la grande distribuzione e l’online. «Amazon, i centri commerciali, le grandi catene. Noi paghiamo le tasse per intero, loro?», è lo sfogo che si ripete tra le botteghe storiche, che vedono nei saldi una boccata d’ossigeno sempre più corta. Confcommercio conferma questa doppia lettura: da un lato l’80% delle imprese stima che i saldi incideranno fino al 20% sulle vendite annuali, dall’altro il 38% segnala un calo dei ricavi nel 2025 rispetto all’anno precedente. Anche il clima gioca la sua parte, con inverni più miti che hanno rallentato la domanda di capi pesanti.
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